A Cervo, domenica scorsa, si è svolta la 24a edizione del concorso estemporaneo di pittura "Pennello d'Oro". I carrugi del centro storico, al quale si accede attraverso le originarie porte, si sono trasformati in una "pinacoteca a cielo aperto", dove artisti di tutte le età, si sono cimentati con pastelli, tempere, pennarelli, carboncini e colori ad olio per dimostrare la propria bravura e vivere un momento di popolarità.
Alla manifestazione hanno partecipato una ventina di artisti nella sezione adulti e tanti bambini nella categoria giovanissimi. L'evento ha richiamato l'attenzione di molti appassionati di pittura, turisti italiani e stranieri, ma anche di numerosi Cervesi, affezionati a questa manifestazione. La giuria, per la sezione adulti e ragazzi era così composta : Mario Rossi, Nives Bonavera, Natalia Guaita. Invece la giuria dei bambini era formata dalle insegnanti Bianca De Bernardi e Marisa Colla.
Secondo il giudizio della commissione, il 1° classificato, Sandrone Gabriele di Torino, ha saputo esprimere, attraverso l'uso del colore e della luce, la vita del Borgo con originalità. Invece il 2° classificato, Di Gifico Giorgio di Nichelino, ha usato una tecnica molto interessante ed un ottimo impianto grafico. Il 3° classificato, Augelli Angelo di Lodi, ha espresso una visione coloristica e prospettica notevole grazie anche ad un buon gioco di luci ed ombre che bilanciano un'atmosfera suggestiva. Alla fine del concorso, il vicesindaco Giuseppe Raimondo, ha ringraziato tutti i partecipanti e ha dato loro appuntamento all'anno prossimo con una formula rinnovata.
Come ha dichiarato la delegata alla cultura Annina Elena: "La consistente partecipazione di artisti ed il gradimento del pubblico nel corso degli anni, hanno contribuito a non far morire un concorso che ha fatto diventare Cervo come uno dei punti di riferimento più importanti nel panorama artistico internazionale. Speriamo che, anche grazie al coinvolgimento di tutta la comunità cervese, questo borgo medievale, possa in futuro continuare a farsi definire come il paradiso degli artisti per eccellenza”.
Non vorremmo prolungare il ritornello della "morte dell’arte", che nel corso dell'ultimo decennio, ha visto aggiungersi necrologio su necrologio, al nutrito registro dei decessi di alcune manifestazioni. Infatti dopo l'ultima edizione del "Pennello d'Oro", vorremmo che non fosse il turno della pittura estemporanea a lasciarci. Non vorremmo inoltre neppure conservarne il ricordo della specie in vetrine, all’interno di un museo dove ci sono solo "pigmenti su superficie", ma continuare ad ammirare nuove opere che vivano ancora tra i carrugi di questo borgo medievale e che non si perdano nei dipartimenti museali, custodi di manufatti etnografici per soli visitatori postmodernisti.














