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Festival di Sanremo | 15 febbraio 2015, 11:08

#Sanremo2015: al termine della 65a edizione del Festival ecco il parere dei Nuovi Angeli

#Sanremo2015: al termine della 65a edizione del Festival ecco il parere dei Nuovi Angeli

VALERIO LIBONI: “Voglio sapere a chi dire “grazie” per aver permesso a certi personaggi di salire un palco che mai avrebbero dovuto calpestare. Non ho capito il pezzo de Il Volo. Pur riconoscendo a Carlo Conti di aver incrementato l’audience con buona pace della Rai, ha comunque lavorato per il bene della musica, anche se non concordo sulla scelta del parterre di canzoni. A parte il pezzo di Nek, non credo che i brani di questo Sanremo faranno molta strada. Di chi è la colpa, e voglio ritornare a bomba sul vero problema-Festival, di un simile, immotivato affollamento sul palco dell’Ariston, di insulsi individui che nessuno conosce? Artisti come Raf e Lara Fabian meritano più tutela di fronte a emeriti signor nessuno come Nesli, Dear Jack, Moreno. Al karaoke ho visto e sentito molto, molto di meglio. Parlo da uomo che ama la musica più di ogni altra cosa. Questo non è un Festival fiorentino, bensì il solito Festival romano con il 90% delle scelte artistiche di Conti condizionato da terzi, tra amici e parenti”.

PAKI CANZI: “Il contenitore, come ripeto, va bene. Conti fa da cornice, giustamente, a Sanremo. Lo ritengo un gran professionista. Contesto fra i Big tutta la gente sconosciuta, incapace di cantare, che non ha mai venduto in disco, che non ha mai studiato. Nesli è un BIG? Voglio il nome di chi l’ha infilato nel cast. In generale, per ogni buon impresentabile è normale non poter vendere dischi. Chi sono i Dear Jack per stare in gara, o Moreno, al posto di Lara Fabian? Ecco perché la discografia è in caduta libera. Malika Ayane è perlomeno una cantante. Bravo Masini, lo stesso Nek: può piacere o no, ma è uno in gamba. Il Volo? Scontata la vittoria, o si sapeva che sarebbe dovuto arrivare primo: è un’operazione commerciale, l’unico modo per esportare, oltre ad Andrea Bocelli, il belcanto italiano. I rapper nostrani? Come vendere ghiaccioli al due Poli! Ma per piacere! All’estero ci fanno un mazzo tanto così, loro hanno una lingua tronca, mentre noi piana. “I go” è diversissimo metricamente da “Io vado”.”. E’ come se un americano venisse a Napoli a insegnare ai campani a fare a pizza cantando O’ Sole Mio. E noi pretendiamo di insegnare il rock e il rap in the United Kingdom e at The Usa? Se voglio ascoltare il rock, compro Springsteen. Mi sembra logico. Il mi è amore per la musica, nessuna invidia, sia chiaro. Faccio il mio genere da sempre, senza scimmiottare nessuno. Vogliono diventare artisti? Studino, si preparino coscientemente e soprattutto siano se stessi: amo gli originali, non le copie”.

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