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Attualità | 28 agosto 2014, 11:26

Imperia: successo per la spedizione in Cile dei due soci del CAI Emanuela Ricci e Marco Zat

I due alpinisti sono partiti nei primi giorni di agosto e dopo alcuni giorni di acclimatamento nel deserto di Acatama hanno raggiunto la vetta del Volcan Licancabur (5.916 mt), montagna sacra per i Cileni e i Boliviani sulla quale sono stati ritrovati resti di altari Inca usati per riti sacrificali.

Imperia: successo per la spedizione in Cile dei due soci del CAI Emanuela Ricci e Marco Zat

Si è conclusa positivamente la spedizione in Cile dei soci del Cai di Imperia Emanuela Ricci e Marco Zat. I due alpinisti sono partiti nei primi giorni di agosto e dopo alcuni giorni di acclimatamento nel deserto di Acatama hanno raggiunto la vetta del Volcan Licancabur (5.916 mt), montagna sacra per i Cileni e i Boliviani sulla quale sono stati ritrovati resti di altari Inca usati per riti sacrificali.

Successivamente , spostandosi più a nord, i due alpinisti hanno raggiunto la vetta dell’Acotango (6.050 metri) e infine, dopo due campi intermedi, sotto una vera e propria bufera che ha messo a rischio la scalata, sono giunti in vetta al Parinacota (6.342 metri). I due valenti alpinisti, sono ormai specializzati nelle scalate nel Continente Centro- Sudamericano, infatti numerose sono le vette salite in Ecuador, Peru, Bolivia e Cile. Ricordiamo lo scorso anno, in Bolivia la scalata dell’Hujana Potosi (6.088 metri) e del Volcan Sajana (6.542 metri), insieme a Beppe Arrigo, altro socio del Cai Imperia.

"Come sempre nella primavera del 2015 le diapositive piu’ belle della spedizione verranno proiettate al Polo Universitario Imperiese, anche se sarà molto difficile riuscire a trasmettere pienamente la bellezza dei paesaggi e soprattutto gli stati d’animo e le sensazioni uniche che si provano: i silenzi, il trascorrere del tempo chiusi in una tenda mentre fuori imperversano venti fortissimi, il timore, sempre presente, che qualcosa vada storto e vanifichi i sacrifici di un anno fatti di fatica e lunghi allenamenti spesso con tempi avversi. Ma i nostri due soci hanno gia’ ampiamente dimostrato in passato che oltre ad essere due forti alpinisti sono anche due bravissimi fotoreporter che sanno sempre affascinare il folto pubblico sempre presente durante le loro proiezioni" - annunciano dal CAI.  

Stefano Michero

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