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Al Direttore | 02 luglio 2014, 22:51

La storia della città di Imperia nel nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

La storia della città di Imperia nel nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

Imperia è un solo comune dal 193, in seguito alla fusione di Oneglia, Porto Maurizio e ben nove altri comuni dell'immediato entroterra. Oneglia, il primo dei due centri più importanti, sorse nella zona dell'odierna Castelvecchio, a oltre due chilometri dal mare e si sviluppò a ridosso del litorale ad oriente della foce del torrente Impero con il progressivo crescere dell'abitato medievale Ripa Uneliae.

Porto Maurizio fu invece fondata nelle vicinanze del mare, anche alla sommità di un promontorio, mentre il suo abitato si andò estendendo fino al litorale. Emergonotalora  nell'intero territorio imperiese, peraltro, tracce romane che testimoniano l'esistenza di insediamenti anteriori all'età medievale. Dal'Impero, che nel Medio Evo fu chiamato "aqua Unelie" e dal XVII secolo Rio Imperiale o Imperio o infine Impero, prende nome l'attuale città unificata. E proprio l'Impero divideva un feudo imperiale dal dominio della Repubblica di Genova, segnando da confine tra il territorio onegliese (che appartenne prima ai Vescovi di Albenga e poi, nel 1298, ad un ramo della famiglia Doria, passando infine ai Savoia nel 1576, restando nominalmente per secoli dipendente dall'Imperatore di Germania) e quello portorino (divenuto libero comune alla metà del XIII secolo, se pur profondamente legato alle sorti di Genova, da cui trasse benefici e privilegi, al punto da essere dichiarato sede di vicariato per la Liguria d'Occidente.

Nel suo complesso l'attuale comune di Imperia comprendeva aree più vaste, dalla Valle del San Lorenzo (in possesso dei conti della Lengueglia) all'alta Valle del Prino (sotto la signoria dei conti di Prelà), a quella del Maro (di proprietà dei conti di Ventimiglia). Gli abitati di Oneglia e di Porto avanzarono decisamente verso il mare, sviluppandosi, sempre in concorrenza tra di loro, sia urbanisticamente che economicamente. Oneglia si spinse progressivamente in direzione di Capo Berta e l'agglomerato urbano che ne derivò è ricordato dal Borgonio in un'immaginedel 1682 che illustra il cosiddetto Theatrum Sabaudiae. La cinta di questo insediamento fu smantellata nel XIX secolo e la nuova disposizione andò guadagnando posizioni verso ponente, quasi a ridosso di Porto Maurizio. La divisione tra genovese o straniero e  onegliese rimase a lungo e ancora oggi rivive nei tradizionali sfottò stracittadini nonostante la collocazione anche patronale sotto un unico stemma comunale delle due parti della città. L'aspetto urbanistico di Oneglia resta fondamentalmente quello voluto dai Savoia.La piazza più piemonese di Imperia è quella piazza Dante che , nota come "il Rondò", costituisce un punto di riferimento tradizionale dell'assetto della città. Porto Maurizio nacque invece, come sopra citato, quale centro d'altura e conservò a lungo tale sua caratteristica, resa ancor più evidente dalla cerchia muraria e dei bastioni che difendeva e in parte isolava l'abitato ben visibile dal mare e raffigurato in ogni modo sia in prospettiva che in cartografia nei secoli XVII e XVIII; ai lati di Porto si svilupparono la "Marina", sorta in funzione di un non rilevante scalo portuale, la Foce dalle parti dello sbocco al mare del rio Caramagna, con il convento dei Cappuccini costruito nel 1644, la Fondura, a ponente, sempre vicina la torrente, la Crociera, a nord, oltre la quale i Frati Minori edificarono nel 1407 il convento dell'Annunziata. Una vicenda a sé è quella del Parasio, cioè la città murata che prende il nome dal palatium del governatorato genovese, per le straordinarie valenze architettoniche di uno dei luoghi più suggestivi della città di Imperia.

A partire dalla fine del XIX secolo tutta la'rea imperiese ha subito una grande trasformazione e ha visto una espansione edilizia fatta di ville e di abitazioni di piccole dimensioni che si è successivamente spostata sull'asse stradale dell'Aurelia con il sorgere di uffici pubblici, mentre nella circonvallazione di Corso Roosevelt la Prefettura trova ospitalità in un palazzo dell'Ottocento, già sede di un famoso albergo. Esistono in tutta Imperia edifici storici e persistono memorie di antiche costruzioni purtroppo scomparse. Oneglia e Porto sono collegate dal lungomare Vespucci. L'Imperia dei nostri giorni vive forse in maniera ancor più accentuata la crisi del Paese, sia per l'abortire di progetti ambiziosi e il venir meno di opportunità economiche, ma anche per un certo appannarsi della sua immagine, segno di un declino preoccupante. Ad Imperia non manca la capacità di risorgere, anche se il discorso non investe solo le responsabilità di chi si occupa della cosa pubblica, ma anche tratti del costume locale, che è giunto il momento di rinnovare. Una sfida che non si può più tardare ad affrontare.

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