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Politica | 19 marzo 2014, 13:33

Imperia: sabato prossimo in piazza Roma, veglia pubblica delle 'Sentinelle in Piedi'

La mobilitazione delle Sentinelle è contro la proposta di legge Scalfarotto, approvata alla Camera e ora in Commissione Giustizia al Senato, che introduce il reato penale di omofobia

Imperia: sabato prossimo in piazza Roma, veglia pubblica delle 'Sentinelle in Piedi'

Dopo le due veglie genovesi che hanno portato in Piazza De Ferrari un migliaio di persone tra dicembre e gennaio, tutta la Liguria scende ora in piazza in difesa della libertà di espressione e della famiglia, 'società naturale fondata sul matrimonio' secondo la Costituzione italiana.

Sabato 22 marzo, infatti, le 'Sentinelle in Piedi' liguri organizzano tre veglie a Imperia (Piazza Roma, ore 16), La Spezia (Piazzetta del Bastione, ore 18) e Chiavari (Piazza Mazzini, ore 18.30). Il sabato successivo, 29 marzo, si terrà la veglia a Genova, sempre in Piazza De Ferrari, alle 18. I partecipanti, disposti a scacchiera a circa un metro l’uno dall’altro, secondo l’originale modalità tipica delle Sentinelle italiane e francesi, veglieranno in piedi, in silenzio, leggendo un libro, come segno di un impegno personale e consapevole.

"La mobilitazione delle Sentinelle - si spiega nel comunicato - è contro la proposta di legge Scalfarotto, approvata alla Camera e ora in Commissione Giustizia al Senato, che introduce il reato penale di omofobia. Le Sentinelle – le cui veglie organizzate spontaneamente in varie città d’Italia portano in piazza ormai da mesi un migliaio di persone ogni fine settimana – affermano che ogni violenza e ingiusta discriminazione è da condannare. Questo è già previsto dal codice penale e la Costituzione protegge ogni persona in quanto tale. Inoltre, nessun dato mostra che in Italia ci sia un’emergenza legata all’omofobia, specie così grave da revocare il principio costituzionale della libertà di espressione. 

Invece, la legge Scalfarotto è espressione dell’ideologia del 'gender', propagandata dalle associazioni LGBT (Lesbic, gay, bisexual and transgender), che intende cancellare la differenza sessuale naturale (maschile e femminile) e considera l’eterosessualità un’ 'invenzione culturale', da sostituire con una visione culturale 'gay friendly'. Questo implica, tra l’altro, la sostituzione dei termini 'padre' e 'madre' con 'genitore 1' e 2, l’istituzione di nozze e adozioni gay e l’insegnamento della nuova sessualità e della nuova visione del mondo fin dalle scuole dell’infanzia, visto che il sistema educativo attuale e in generale tutta la società, il linguaggio, i romanzi, etc. sarebbero discriminatori le persone con attrazioni omosessuali. Sarebbero cioè omofobi.

E’ giusto che una tale rivoluzione sociale e umana venga imposta a tutti per legge? La legge Scalfarotto mette a rischio ogni opposizione, in quanto prevede fino a un anno e mezzo di carcere per chi sia responsabile di omofobia o di istigazione all’omofobia, quattro anni per chi partecipi a un’associazione giudicata omofoba, sei anni per chi la fondi. Ogni persona va rispettata indipendentemente da qualsiasi sua scelta. Ma con la legge Scalfarotto si va proprio contro la libertà di scelta e di espressione. Omofobo è correntemente definito chi afferma che il matrimonio è tra un uomo e una donna o chi dice che ogni bambino ha diritto di crescere in una famiglia con un padre ed una madre o chi si oppone all’educazione sessuale gender imposta fin dalle scuole elementari o materne.

La libertà di espressione è un diritto che va preservato, per tutti, prima che sia troppo tardi. La veglia delle Sentinelle è una testimonianza pubblica per sensibilizzare le coscienze al riguardo".

C.S.

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