Accusato di egocentrismo con la sua Alternativa Intemelia, Massimo D’Eusebio, risponde a Teodoro Panetta, che ha ieri ha ufficializzato il suo ritiro per la candidatura a Sindaco nelle fila del PD.
“Volevo dire a Teodoro che ha ragione – afferma D’Eusebio – Qualcuno ha peccato di egocentrismo: lui. Gli è stata proposta una candidatura solo a gennaio e senza avere né un programma né un gruppo (come si è intuito in questi giorni), ha posto subito un diktat "Sono io il candidato sindaco". A questo punto Sel e Alternativa Intemelia, realtà presenti sul territorio ventimigliese da tempo - a differenza di Teodoro che è sempre stato considerato un camporossino - avrebbero dovuto ricevere l'illuminazione dal nuovo messia e accettare senza indugi la sua candidatura. Al contrario di Panetta, nè io come candidato per AI, nè Roberto Cotta come candidato per SEL, abbiamo imposto agli altri gruppi la nostra candidatura. Sono sicuramente monotono, ma noi abbiamo proposto più volte la soluzione delle primarie, mezzo che avrebbe unito realmente il centro sinistra selezionando il candidato con più chances di vittoria. Di sicuro non sono un fan del Pd e penso che questo partito in questi mesi abbia commesso moltissimi errori. Forse il più grosso è stato proprio quello di appoggiare totalmente la scelta isolazionista di Panetta, che per di più a 2 mesi dalle elezioni li ha traditi non presentandosi.”
Interpellato sul suo rifiuto, D’Eusebio spiega il motivo per cui ha declinato l’offerta del Partito Democratico nei giorni scorsi: “L’ho rifiutata perché non mi sentivo garantito dal Pd. Io ho posto una condizione: che anche Scibilia (leader dei democratici e consigliere regionale del PD) si mettesse in campo. Ci siamo battibeccati pubblicamente e sarebbe stato un segnale per dare un senso di unità. In questo caso se lui fosse stato in campo, avrebbe dovuto mettere il suo impegno in prima persona. Ciò non è avvenuto e io non ho accettato”.














