Per mesi è stato in pole position per l’esperimento civico, sul modello di quanto avvenuto a Imperia, e in parte anche Bordighera. A lungo corteggiato proprio nella città delle palme da buona parte della società civile la scorsa tornata elettorale, sul punto di candidarsi alla carica di sindaco a Ventimiglia, alle prossime amministrative di maggio. Ma l’opportunità, per il noto avvocato Pio Guido Felici, è sfumata, non tramontata definitivamente, perché la voglia di impegnarsi in prima persona non è svanita. Una possibilità rimandata – forse – di un quinquennio.
“E’ stato per ragioni di carattere personale – ammette Felici – L’accorpamento dei tribunali ad Imperia ha influito molto nella decisione. Non avrei potuto esercitare la mia professione, che amo moltissimo.” E confessa: “Avevo rifiutato di farlo a Bordighera (città dove risiede con la famiglia ndr) il candidato sindaco, perché coltivavo la speranza di farlo a Ventimiglia, che considero la mia città. Avevo tanta voglia di tentare questa avventura…”
A tenere banco nell’area di centro-sinistra a Ventimiglia sono le primarie di colazione, che Felici reputa un valido strumento di democrazia, ma avverte: “Sono assolutamente favorevole, è un primo riscontro per poter esprimere in maniera moto democratica la propria preferenza. Ma vedo anche un potenziale pericolo: i ‘franchi tiratori’”. L’appuntamento, come si suole ripetere nel gergo calcistico, ambito caro a Felici, sembra solo rimandato di qualche anno.














