Il proseguimento dell'iter dietro alla riqualificazione dell'area ex Sati prevedeva ieri il passaggio dal consiglio comunale di Sanremo. Quella approdata nuovamente nell'assise cittadina è una delle questioni più annose che toccano la città e che non conosce tregua da 35 anni. Per alcuni stasera il problema al vaglio stasera è squisitamente di natura politica, il consigliere Sbezzo Malfei Giuseppe spiega bene il carattere della discussione di stasera "Devo ritenere valido il progetto o valutare se le modifiche volute dal privato sono congrue. Perchè allora eventualmente non proporre un nuovo progetto. Quindi, accettiamo la variante o la progettualità espressa dagli uffici comunali per il bene della collettività. L'ufficio ha difeso ciò che era il bene pubblico quindi che il privato ci presenti un nuovo progetto”.
La discussione, come introdotto dall'assessore Alessandro Dolzan, ruota intorno alle varianti chieste dalla ditta F.lli Negro, e nella fattispecie si tratta di avallare: una nuova volumetria residenziale laddove il P.R.G. ne prevede il contenimento; 9 piani fuori terra (di cui 1 seminterrato) e due piani interrati laddove il P.R.G. prevede massimo 4 piani fuori terra; altezza massima pari a 29,50 m lato cimitero e pari a 23,70 lato corso Matuzia laddove il P.R.G. prevede un’altezza massima di m 14,50; deroga alla distanza dai confini di proprietà pari a H/2. Un problema quello su quest'area, destinata a modificare radicalmente l'aspetto della Foce a Sanremo, che ormai si sta trascinando da tempo immemore, ma come ci tiene a precisare l'assessore “Le colpe dei privati non devono sempre ricadere sulle amministrazioni”.
Solo pochi mesi fa era stata redatta una relazione su questa operazione edilizia, dove i tecnici di palazzo Bellevue avevano espresso non poche preoccupazioni circa alcuni particolari da definire in merito al numero di parcheggi ed allo stato di consegna delle opere che poi saranno date al ComuneUltimo aspetto ma di sicuro non il meno importante quello dell'impegno dell'area per i lavori, su questo dettaglio gli uffici comunali vogliono vederci chiaro e soprattutto avere nero su bianco un cronoprogramma per la realizzazione dell'opera. Non bisogna dimenticare infatti che intorno all'ex Sati si trova un contesto viario importante sia per la presenza del cimitero monumentale che per le palazzine vicine. Queste sono solo alcuni degli aspetti che andranno risolti prima che possa arrivare l'ok per dare il via ai lavori che nonostante tutto il Comune riconosce come importanti per riqualificare un'area da troppo tempo lasciata a se stessa.
Nel corso della serata, l'opposizione con Leandro Faraldi, ha evidenziato ulteriori problematiche che potrebbero subentrare a breve. In particolare, il consigliere ha portato all'attenzione dei presenti il discorso inerente al vincolo cimiteriale collegato all'area. Faraldi ha accusato l'assessore Dolzan di dare per eliminato questo aspetto, mentre invece si tratterebbe solo di una mera riduzione al termine della relazione con esito positivo fornita dall'ASL. A questo poi si aggiungerebbe le modifiche inerenti alla riduzione richiesta sulle unità da destinare all'edilizia sociale. “In quella zona sono stati costruiti palazzi dimenticandosi del vincolo cimiteriale e allora la memoria non possiamo avercela corta. Discutete di interventi a forte impatto urbanistico, io vorrei che queste pratiche fossero discusse dopo il vostro piano regolatore” - ha sferzato Faraldi, che poi ha aggiunto - Creeremo volumetrie che la legge impedisce di proporre e quindi lasceremo in eredita alla città una causa”.
Non meno leggero, il consigliere Andrea Gorlero, che ha valutato la questione sotto un ulteriore aspetto: “Chiedete la procedibilità con se, ma, forse e preoccupazioni. Non mi è chiaro ma è certo che manca una regia di carattere politico. Se i primi a non credere ad una conclusione positiva della vicenda siete voi, vi chiedo che riunione stiamo facendo. Dopo 3 anni mi sta dicendo che siamo ancora all'anno zero?”. E dopo un cenno di assenso dall'assessore Dolzan, Gorlero ribatte “Dite all'opinione pubblica che non siete in grado di gestire questa pratica!”.
Lo stesso sindaco Maurizio Zoccarato fornisce un'ulteriore chiave di lettura: “Ci troviamo di fronte ad una pratica importante per la città non solo dal punto di vista urbanistico ma per ciò che rappresenta per Sanremo e per la Foce. Io mi ricordo l'ex area Sati aperta per essere usata una volta negli ultimi anni come parcheggio per un torneo di tennis. Di quell'area bisogna farci qualcosa. Le proposte le faranno tutti e le aspettative 20 anni fa erano diverse da quelle di oggi ma non possiamo pensare di farci un grattacielo e non possiamo pensare di lasciarla cosi per altri 50 anni. Il problema va affrontato. È il biglietto da visita quando si entra in città. Oggi c'è il patto di stabilita e pertanto il comune non può acquistare l'area e farci ad esempio un parco o il sagrato della chiesa. Se facciamo proposte concrete andiamo avanti, ma che siano fattibili la soluzione migliore è che il comune vada e l'acquisti, grazie lo sapevamo. Se fosse così semplice, allora entriamo all'Alfano e via dicendo. Ne parliamo come di un'area che non esiste ma esiste. Come portosole che è una porcata e dovremmo chiedergli i danni. Si facciano proposte da maggioranza ed opposizione, ma che siano fattibili”.
Alla fine il presidente Lupi chiede la votazione ai presenti ed alla fine la pratica viene approvata con 11 voti favorevoli e tre astenuti, i consiglieri Massimiliano Moroni, Andrea Gorlero e Francesco Prevosto. Assenti invece tutti gli altri membri dell'opposizione. In compenso per mancanza di numero dei presenti non passa l'immediata eseguibilità.














