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Politica | 08 luglio 2013, 11:04

Diano Marina: dura invettiva del 'Comitato per la Legalità' contro il Sindaco Giacomo Chiappori

“Con riferimento alle promesse elettorali scrive ‘durante la campagna tutti hanno raccontato le loro ‘non verità’ per acquisire voti falsificando il vero".

Diano Marina: dura invettiva del 'Comitato per la Legalità' contro il Sindaco Giacomo Chiappori

“Dopo i risultati elettorali Chiappori si è scagliato contro tutti, in primis contro i dirigenti regionali della Lega Nord (suo ex partito?) chiedendone le dimissioni. La replica è stato durissima, tanto che lo stesso Chiappori paventa un ricorso alla magistratura. Ma, il Sindaco non si ferma qui. Non risparmia critiche feroci al PDL che lo sostiene in Consiglio Comunale”.

Lo scrivono Andrea Guglieri, ex sindaco, insieme a Gerolamo bisso e Primo Bonifazio del ‘Comitato per la Legalità’ di Diano Marina, che proseguono: “Con riferimento alle promesse  elettorali scrive ‘durante la campagna tutti hanno raccontato le loro ‘non verità’ per acquisire voti falsificando il vero. Abbiamo visto i grandi mistificatori che restituiscono l'IMU e che addirittura mandano lettere che creano problemi ai Comuni, con gli anziani che vengono a fare richieste di rimborso...). Cosa rispondono i rappresentanti berlusconiani che siedono in Giunta? Nulla. Incassano e taciono Viene da pensare che politicamente l'Amministrazione di Diano non esiste più e che il sindaco stia in sella con un consenso popolare del 4,1 % di cui si è molto vantato”.

“Di certo assistiamo al ‘teatrino della politica’ - terminano - e non lamentiamoci se fuori dai confini nazionali sulla nostra politica vengono formulati giudizi non certo lusinghieri. La denuncia del consigliere Manduca  non ha precedenti per la città di Diano Marina. L'attuale sindaco durante la campagna elettorale aveva pubblicamente promesso che non avrebbe intascato l'emolumento e che lo avrebbe devoluto ad opere sociali. Egli ha mentito due volte: la prima perché come parlamentare , per legge, non poteva percepire l'emolumento previsto per un sindaco e, quindi nulla poteva promettere; la seconda, una volta cessato il mandato parlamentare, l'emolumento Chiappori lo ha regolarmente intascato, ma si è guardato bene dal devolverlo come aveva solennemente promesso: In altri Paesi un simile comportamento avrebbe provocato una mozione di sfiducia non solo da parte dell'opinione pubblica, ma dalla sua stessa maggioranza: Si pensi agli Stati Uniti, dove un Presidente, per aver mentito al popolo ha rischiato le dimissioni (salvato solo dalle scuse pubbliche). Purtroppo, in Italia, come dice Manduca 'prendere per i fondelli i cittadini' da parte dei politici è pratica sempre più diffusa".

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