Con una delibera approvata all’unanimità dalla giunta la Camera di Commercio di Imperia scende in campo a difesa della linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo. E si schiera al fianco dei sindaci, degli amministratori di Francia e Piemonte accanto al fronte dei cittadini che si sono mobilitati contro la soppressione del collegamento che attraversa la Val Roja, soppressione decisa a tavolino dall’assessore regionale piemontese Barbara Bonino.
La prospettiva della chiusura della tratta Cuneo-Nizza a partire dalla prossima estate - sottolinea il documento - sarebbe un colpo mortale per il turismo, il commercio e l’intero comparto economico. Una decisione inaccettabilè. Non si può dimenticare l’impegno profuso sia sul piano politico sia economico per riattivare a partire dal 1979 la linea internazionale che si snoda lungo un percorso dall’indubbio fascino paesaggistico in grado di collegare Torino e il cuneese con la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra in tempi tuttora molto interessanti. In un frangente come quello che il Paese sta attraversando c’è bisogno di potenziare le infrastrutture non di abbandonarle. Si deve tener conto che la tratta ferroviaria si sviluppa in un’area montana attraversando aree poco sostenute economicamente dallo Stato e poco collegate con il resto del mondo. Il collegamento viario presenta problemi enormi che vanno dalla scarsa capacità di assorbimento della viabilità del tunnel di Tenda e della Route Nazionale francese, nonché dalla considerazione delle caratteristiche del tracciato che si snoda in quota a scavalcare le Alpi, rendendolo particolarmente complesso e difficoltoso nei mesi invernali, con frequenti interruzioni.
Interrompere i collegamenti, la mobilità nell’area Piemonte, Paca, Ponente ligure rischia di produrre conseguenze pesantissime. La riattivazione della linea nel 1979 ha rappresentato per quasi 4 milioni di abitanti del territorio delle Alpi del Mare, distribuiti su 18.000 chilometri quadrati, seppur con difficoltà legate alla crisi economica internazionale una speranza di rilancio.
Una ferrovia da salvaguardare a tutti i costi. Nei mesi scorsi a Nizza in un vertice alla presenza di tutte le Istituzioni e i soggetti interessati è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa fra le Collettività francesi e italiane per l’avvenire del collegamento, per la sua valorizzazione e l’impegno a sostenere la ricerca di finanziamenti Europei.
La giunta camerale di Imperia è impegnata a difendere la Cuneo-Nizza e auspica che: siano messe in atto tutte le azioni ritenute opportune per salvaguardare gli attuali livelli di servizio ferroviario, mantenendo in funzione la linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo, a tutela degli interessi pubblici del territorio ligure e piemontese; si organizzi un incontro urgente tra la Giunta Regionale della Liguria e del Piemonte al fine di evitare la chiusura della linea; il Ministro dei Trasporti, insieme al collega del Governo francese, le tre Regioni Piemonte, Liguria e PACA, i Comuni di Torino, Cuneo, Nizza, Mentone, Ventimiglia e Imperia, affrontino le seguenti necessarie problematiche:
a) ristabilire l’interoperabilità tra i materiali rotabili italiani e francesi; riformare la convenzione del 1970, che attualmente prevede i costi a carico solo del versante italiano, con una suddivisione equa dei costi tra le parti;
b) riformare la convenzione del 1970, che attualmente prevede i costi a carico solo del versante italiano, con una suddivisione equa dei costi tra le parti;
c) riprendere il programma “europeo” per la sicurezza e gli interventi strutturali.
La linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia - conclude il documento della CCIAA di Imperia - viene utilizzata a fini turistici per collegare il Basso Piemonte con il Ponente Ligure, nonché come abituale mezzo di trasporto dei pendolari e degli studenti, potrebbe divenire redditizia con la creazione di collegamenti Torino-Imperia con cadenza regolare ed eventuali treni turistici con la Svizzera. Il treno rappresenta un mezzo di mobilità pulito, economico, rispettoso dell’ambiente e in sintonia con la particolarità paesaggistica e la delicatezza ambientale della Val Roja. In conclusione il rilancio della linea appare, in questo momento di profonda crisi economica, come un possibile elemento di forza per lo sviluppo del territorio, partendo da una mobilità dolce delle tre Regioni, Liguria, Piemonte e PACA, in risposta anche alle attuali esigenze di sostenibilità.

















