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Politica | 14 marzo 2013, 15:21

Riva Ligure: l'opposizione contraria al nuovo regolamento edilizio comunale

Si è parlato della variante per la modifica all’articolo 79 bis, ovvero il ‘Piano dell’arredo Urbano dei dehors’.

Paolo Balloni

Paolo Balloni

Nell’ultimo Consiglio Comunale a Riva Ligure, all’Ordine del Giorno un solo punto, il Regolamento Edilizio Comunale con la variante per la modifica all’articolo 79 bis, ovvero il ‘Piano dell’arredo Urbano dei dehors’.

Paolo Balloni, capogruppo dell’opposizione (La Rinascita) ha detto in merito: “Come componenti della Minoranza, insieme al Capogruppo Franco Montesano (Ramoscello d’Ulivo) ed Enza Nicodemo, ci siamo astenuti nella votazione, perché riteniamo il regolamento dell’Arredo Urbano e dei Dehors molto complicato nell’adozione per i pubblici esercizi, quali: bar, ristoranti, pub e circoli”. Prima di iniziare il Consiglio, Montesano ha contestato fortemente la pratica in oggetto, perché il fascicolo presentato all’opposizione sarebbe stato incompleto e privo di una parte della documentazione molto significativa.“Fatto che succede abbastanza spesso – dice Balloni - negli ultimi tempi”. Lo stesso Consigliere ha contestato l’orario del Consiglio Comunale, convocato  alle 12, senza consultare i Capigruppo, come invece prevede il Regolamento Comunale.

“Il Sindaco – ha detto Montesano - deve ricordarsi sempre che il Comune è di tutti e non è una sua azienda privata, perciò prima di prendere una iniziativa diversa dalle Convocazioni Normali, egli deve convocare i Capigruppo del Consiglio. In futuro se le cose continueranno a funzionare così, senza democrazia, noi come Opposizione faremo valere le nostre ragioni: prima recandoci dai Carabinieri e poi inviando tutte le Delibere al Prefetto. Riteniamo che, in questo periodo di grave crisi economica, adottare questo regolamento sia stata una mossa sbagliata da parte dell’Amministrazione in carica, che non ha tenuto conto che per adeguarsi alle normative comunali (da parte dei proprietari dei locali) servono circa 35.000 o 40.000 euro, una cifra molto significativa che metterà ulteriormente in crisi le nostre attività cittadine”.

“Inoltre – termina - riteniamo discriminante il fatto che chi si adeguerà subito avrà il vantaggio di poter mantenere il proprio dehor tutto l’anno, invece chi si adeguerà in seguito, entro il 2015, potrà invece tenerlo funzionante solo dal 15 marzo al 15 ottobre (dovrà smontarlo per la stagione autunnale e invernale) una vera discriminazione. Secondo noi i proprietari di locali verranno così distinti in due categorie: chi si adegua subito, inserito nella zona A,  chi si adeguerà in futuro, nella zona B, questo non è giusto e fuori da ogni regola democratica”.

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