L’efficienza della gestione pubblica nel Casinò di Sanremo è sempre stato un tormentone per gli addetti ai lavori e ciclicamente torna ad essere un argomento di grande attualità. Su questo argomento, per garantire la prosecuzione dell’attività della casa da gioco matuziana evitando forti ripercussioni a carattere economico e sociale in aggiunte a quelle già registrate, sarà questo il tema che dovranno affrontare Prefetto, Sindaco, Casino CdA e Sindacati, durante l'incontro convocato per giovedì al Palazzo del Governo.
Intanto, in attesa dell'importante e delicato incontro di Imperia il presidente della Casino SpA ha convocato urgentemente le organizzazioni sindacali per la prosecuzione del confronto sulle proposte formulate per mettere in sicurezza l'azienda. Secondo indiscrezioni, il presidente Ghinamo effettuerà l'ultimo tentativo di trovare un accordo di massima sulla strada dei 'tagli' da effettuare.
La casa da gioco che sta subendo pesantemente i colpi della crisi e della concorrenza esercitata dal gioco Aams dopo aver vissuto molti anni confrontandosi con una concorrenza quasi inesistente (a eccezione forse di Montecarlo) e abbia fatto il bello e il cattivo tempo per diversi decenni, si trova ora ad affrontare la più grande crisi economica della sua storia. Dell'Azienda, (nata per dare occupazione dai 620 dipendenti degli anni 90' si è passati ai 335 di oggi) quando le cose andavano bene, si vedevano molto meno i difetti del sistema pubblico fatto di grandi numeri, elevatissimi costi fissi e variabili, grandi sprechi e una struttura imbrigliata dalle numerosissime conquiste sindacali ottenute negli anni. Indubbiamente chiedersi come l'azienda sia arrivata a questo punto di non ritorno è legittimo, anche se è sempre più evidente la mancanza e/o pochissima lungimiranza della 'politica' che dalle 'bianche torri' ha ricevuto negli ultimi vent'anni una cifra che supera abbondantemente gli 850 milioni di euro oggi, è costretta ad intervenire con tagli di spesa che colpiranno, non sappiamo quanto, i lavoratori dell'azienda.
Lavoratori, anche se in casa sindacale le visioni non sono unitarie, specie sul tema delle criticità del momento tutti sono concordi sulla necessità di proseguire il 'lavoro' ad un tavolo comune e condividere un lavoro corale per costruire insieme all'azienda un’agenda sui temi occupazionali, sulla riorganizzazione del personale con un migliore e razionale utilizzo sulle risorse umane e sugli investimenti per fronteggiare quella che è la più grave crisi che il casinò si trova ad affrontare dalla sua costituzione.
Il momento di grande difficoltà che sta vivendo la casa da gioco sanremese porta ad un nuovo incontro con il massimo rappresentante del Governo e questo invito, secondo noi, non può non essere accolto dalle OO.SS. che favorevolmente. Il tavolo di lavoro convocato dal Prefetto, pur nella differenza dei ruoli, sarà quindi utile a dare delle risposte concrete al fine di superare la crisi del settore così strategico per lo sviluppo dell’intera città.
E’ chiaro che bisognerà affrontare e gestire tutti una situazione delicata, proseguire sulla strada del dialogo e della collaborazione tenendo conto tenendo conto che oltre all'azienda e ai lavoratori occupati soffre anche tutto l’indotto, per raggiungere il comune obiettivo di un casinò più forte. Da parte aziendale si sostiene che un riassetto, con con sacrifici di tutti, ha l'obiettivo di rinforzare la casa da gioco che altrimenti sarebbe a rischio. Un'operazione che deve essere letta anche e soprattutto nell'interesse dei lavoratori.
Le sigle sindacali Slc-Cgil, Fisascat-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Terziario (senza mai interrompere il dialogo) che hanno sottoscritto l’accordo sull’incentivo proposto dall'Azienda “ritenendolo un primo passo che oltre a garantire la continuità dell’azienda per permettere alla stessa di predisporre un piano di riorganizzazione al fine di garantire la continuità dell’azienda e permettere alla stessa di varare il piano di riorganizzazione di tutti i reparti garantendo maggiormente nel contempo i redditi dei lavoratori occupati” chiedono da tempo l'applicazione di tutti gli accordi siglati. Nel contempo sostengono che per arginare la continua emorragia di incassi e di clientela bisogna investire ma, per fare questo, il Comune in qualità di socio di maggioranza, con un’iniezione di fiducia, deve rivedere la convenzione concedendo alla Casino SpA le necessarie risorse. Adesso bisognerà vedere le posizioni della Cgil e degli autonomi dello Snalc che con gli scioperi hanno contrastato a 'muso duro' le proposte dell'azienda.
In conclusione, appare chiaro però che tutti dovranno affrontare e gestire una situazione delicata e ci si aspetta che anche l’amministrazione faccia la sua parte senza ritardi e tentennamenti.

















