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Eventi | 03 marzo 2013, 13:44

Sanremo: dopo il primo appuntamento di venerdì torna domani l'Unitrè a Palazzo Bellevue

Domani alle 16 appuntamento con ‘Medicina: da Ippocrate al Codice Deontologico Europeo’ con il Prof. Francesco Alberti.

Sanremo: dopo il primo appuntamento di venerdì torna domani l'Unitrè a Palazzo Bellevue

Unitre Sanremo è tornata alla Sala degli Specchi di Palazzo Bellevue dopo la pausa elettorale,  il 1° marzo scorso, con una bella lezione sul teatro tenuta dal Prof. Mauro Canova. Si è trattato di teatro del cinquecento italiano, poco conosciuto, ma alla base dei grandi sviluppi successivi che si avranno con Shakespeare, Molière e Goldoni.

E' un periodo particolare che gode dei frutti del grande sviluppo artistico rinascimentale introducendo nelle scenografie la prospettiva, avvalendosi di grandi artisti fra cui Raffaello e rappresentando spaccati della società di allora di grande umanità. Dopo la metà del secolo la Controriforma della Chiesa Cattolica introdusse l'inquisizione ed intervenne pesantemente su tutte le forme di espressione compreso il teatro arrivando a chiudere il

secolo con la famosa condanna al rogo del filosofo Giordano Bruno. Esempio dell' azione normalizzatrice della controriforma fu il teatro dell'Ariosto che pur ispirato ai classici latini Plauto e Terenzio, si esprime in forme così leggere e delicate da perderne tutta la carica comica e satirica. Più creativo fu il teatro di Bernardo Dovizi detto il Bibbiena che introdusse qualche variazione agli antichi testi, rappresentando alla corte dei Montefeltro di Urbino la Calandria , che riproponeva la storia de ‘I due gemelli’ di Plauto ma attingendo anche alle novelle del Decamerone di Boccaccio ed introducendo l'audace novità del sesso diverso fra i due gemelli. Ma quanto ad audacia La Mandragola di Nicolò Machiavelli supera ogni paragone ed avrà un effetto dirompente su tutto il teatro successivo, una volta superato il buio della controriforma.

Il Prof. Canova ne ha descritto efficacemente la vicenda ed ha letto alcuni brani del testo teatrale rendendo effetti comici che hanno d'un balzo superato la patina del tempo. Ma come in ogni grande opera la comicità non è fine ha se stessa ma serve per comunicare pensieri, sentimenti, valutazioni. Quest'opera che ha certamente una struttura boccaccesca, introduce in parte una dimensione tragica, quando le pulsioni dei piaceri e delle convenienze sopraffanno facilmente la devozione e non arretrano nemmeno di fronte alla possibilità di causare la morte. Qui già si intravede un germe che Shakespeare utilizzerà ampiamente. Un altro grande autore del periodo è Angelo Beolco detto il ‘Ruzante’, il cui teatro è tutto incentrato sul mondo contadino veneto essendo lui amministratore di un ricco proprietario terriero. Da questo privilegiato osservatorio il Ruzante trae spunti piuttosto originali per le storie e per il linguaggio che è assolutamente quello parlato e quindi poco comprensibile ai più e non facile da rappresentare al di fuori del veneto. Sono personaggi perdenti nella società ma fantasiosi e millantatori per necessità. Se ne possono trovare esempi anche nel cinema del novecento in certi personaggi di Alberto Sordi e di Paolo Villaggio, in particolare il celebre Fantozzi.

Domani alle 16 appuntamento con ‘Medicina: da Ippocrate al Codice Deontologico Europeo’ con il Prof. Francesco Alberti. Venerdì 8 marzo alle 16 letteratura italiana su ‘Le mie canzoni d'amore: Alda Merini, l'opera in versi e in prosa’ (con letture dall'antologia ‘Fiore di Poesia’ di Alda Merini a cura di Loredana De Flaviis).

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