Antonello Ranise ci ha scritto in relazione all'annunciata querela sul sondaggio pubblicato dal nostro giornale:
"Più che leggere dichiarazioni di giornalisti più o meno intimoriti da querele, avrei voluto leggere dichiarazioni di scuse da parte di chi della stampa locale aveva attribuito attendibilità ad un sondaggio patacca di cui non si sono mai conosciuti né i committenti né la società realizzatrice, né il metodo secondo quanto previsto dalla legge a pena di commissione grave reato. Per colpire Scajola è stato diffuso ad arte un falso sondaggio che qualcuno ha scelto di pubblicizzare. Ma il compito dei giornalisti è verificare le fonti. Altrimenti nei giornali potremmo lavorare tutti! La querela è la sola e ultima forma di difesa che resta di fronte a un attacco sistematico. I giornalisti, comunque, prima di tutto quelli querelati, anziché pensare a Scajola, dovrebbero prendersela con chi gli ha spacciato per buona quella bufala. Perché non raccontano come sono andate le cose e chi gli ha passato queste informazioni fasulle?"

















