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Eventi | 06 luglio 2012, 18:48

Bordighera: concerto a Villa Margherita con i solisti dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo

Al costo unico di € 10 sarà possibile assistere al concerto, ospitato nella splendida loggia della villa e visitare, nel corso della giornata, il Museo e la mostra temporanea “Sguardi sul Novecento”

Bordighera: concerto a Villa Margherita con i solisti dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo

Sabato 7 luglio alle 21.30 la collaborazione tra la Fondazione Terruzzi e la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo offre una magnifica occasione per una serata di musica con i solisti dell’Orchestra, accolti nella superba ambientazione di Villa Regina Margherita a Bordighera.

Al costo unico di € 10 sarà possibile assistere al concerto, ospitato nella splendida loggia della villa e visitare, nel corso della giornata, il Museo e la mostra temporanea “Sguardi sul Novecento” (orario 15:30 – 23).

Luca Marzolla - violino e viola - e Mariano Dapor, violoncello, propongono un programma di brani scelti nell’ambito del classicismo e neoclassicismo da camera, in perfetta sintonia con il polo museale costituito dall’edificio progettato dall’architetto milanese Luigi Broggi (1851-1926) in stile Barocchino del ‘700 (che presenta forme sobrie e prelude alla formazione del gusto neoclassico), scelto personalmente dalla Regina Margherita e soprattutto, in continuità con la collezione ivi esposta, di proprietà della Famiglia Terruzzi, che raccoglie un importante nucleo di opere, eccezionali per varietà e qualità, che vanno dalle preziose tavole a fondo oro del Tre e Quattrocento ai dipinti del Sei e Settecento italiano ed europeo, oltre a mobili antichi, ceramiche e porcellane europee e orientali.

Gli autori scelti per il concerto si collocano dunque idealmente nell’orizzonte architettonico e artistico che la villa e il suo strepitoso contenuto di opere d’arte delineano. Il duo op. 19 di Karl Stamitz (1745-1801) fa parte di una serie di sei duo assai aggraziati che riflettono in pieno lo stile della prestigiosa scuola di Mannheim , uno dei centri musicali più importanti d’Europa, in cui - tra il 1741 e il 1778 – avviene il passaggio stilistico fra la tradizione barocca e il classicismo viennese, oltre a mettere a punto un nuova qualità del lavoro orchestrale basato sulla perfezione del fraseggio, la precisione degli attacchi e l’ampiezza delle sfumature dinamiche.

Molto differente invece il duetto per viola e violoncello di Paul Hindemith (1895-1963) che si colloca fra i lavori che lui stesso chiamò Gebrauchsmusik ossia musica d’uso scritti per tutti gli strumenti, singolarmente o in gruppi, allo scopo di avvicinare alle sue opere ampi strati di pubblico. Hindemith si esprime in un consapevole accademismo che richiama le antiche forme della suite, della sonata e della fuga, accostandosi alla grande corrente della musica barocca e classica tedesca, ma le sue dissonanze pungenti e le melodie spigolose aggiungono un fascino sottile alle forme austere che rimandano a Bach e a Beethoven.

In finale di concerto il classicissimo duo KV 423 in sol maggiore di W. A. Mozart (1756-1791) è occasione per ricordare un magnifico gesto di generosità di Mozart nei confronti dell’amico Michael Haydn, fratello minore di Joseph, che a Salisburgo, nell’estate del 1783, si trova nell’impossibilità di completare una serie di Duo ordinatigli dall’arcivescovo Colloredo, al servizio del quale era succeduto a Mozart stesso. Michael Haydn, ammalato, tenta di scusarsi per il disguido ma il Colloredo, non precisamente un campione di simpatia e tolleranza, non sente ragioni e gli decurta immediatamente il salario. Allora – testimoniano due allievi di Haydn – “ Mozart, a conoscenza dell’accaduto, senza dir nulla all’amico, due giorni dopo gli portò i Duo già trascritti in bella copia”, mancava solo di aggiungere il nome di Michael Haydn prima di consegnarli all’arcivescovo. Dicono gli allievi che Haydn abbia conservato l’originale come una reliquia mentre a noi restano i due duetti, formalmente nello stile dei fratelli Haydn (numero dei tempi, tempo lento centrale, tema con variazioni nel Finale) ma squisitamente mozartiani nella sostanza musicale, ben più di una melodia per violino solo con un semplice accompagnamento.  

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