Un pubblico eterogeneo fatto non solo di sportivi ma anche di semplici curiosi e diretti interessati ha presenziato ieri per la terza ed ultima serata a tema organizzata dal Centro Sub Riviera dei Fiori presso le sale dell'ex chiesa Anglicana di Bordighera all'interno di un progetto che ha visto i soci dello storico club subacqueo affrontare temi ambientali, scientifici e tecnici grazie alla diretta collaborazione di importanti professionisti e ricercatori e sotto il patrocinio di Provincia d'Imperia, Comune di Bordighera e USL1.
"L'argomento, forse di non immediata comprensione ai più, - spiegano gli organizzatori - ha toccato tematiche che coinvolgono, direttamente o indirettamente, oltre il 30% della popolazione con un rapporto a sfavore del sesso femminile di quasi 2 a 1. Il PFO, meglio conosciuto come Forame Ovale Pervio, è una disfunzione del cuore che non da sintomatologie apparentemente collegabili alla patologia ma che in alcune circostanze obbliga il paziente a sottoporsi ad un intervento riparatore.
Il caso più eclatante e' stato la perdita di coscienza del calciatore Antonio Cassano che, durante una partita, e' stato trasportato d'urgenza in ospedale".
Con il coordinamento del Dott Alberti, presidente dell'ordine dei medici di Imperia, si sono alternati sul palco il Dott. Leoncini, cardiologo, la D.ssa Cioli, neurologa e la D.ssa Zat, neurologa. Ha introdotto gli argomenti l'istruttore sub A. Damiano che, reduce da un intervento di chiusura del PFO, ha brevemente raccontato la sua diretta esperienza.
La comunita' scientifica è al momento indirizzata verso un atteggiamento non interventista nei confronti di questa patologia, pur in presenza di numeri percentuali non irrilevanti. Solo in casi di particolare sforzo agonistico o di sintomatologie evidenti e debilitanti gli esperti consigliano l'intervento di chiusura dello shunt. - precisano dal Centro Sub Riviera dei Fiori - Una statistica particolare è quella evidenziata dai praticanti le attività subacquee all'interno delle quali il PFO potrebbe rappresentare un serio problema. In tutti i casi i medici sono concordi nel "non fasciarsi la testa prima di rompersela" e di sottoporsi agli esami diagnostici, quali la ecografia transcranica con contrasto, solo in presenza di sintomatologie evidenti o sospette".
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