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Politica | 13 aprile 2012, 18:29

Imperia: dopo il Consiglio 'fiume' e la mozione di sfiducia, risposta del PDL al Sindaco Strescino

"I Consiglieri firmatari della mozione di sfiducia hanno esercitato una loro legittima prerogativa (ed iniziativa simile hanno annunciato pubblicamente i Consiglieri della minoranza)".

Imperia: dopo il Consiglio 'fiume' e la mozione di sfiducia, risposta del PDL al Sindaco Strescino

"Le esternazioni del Sindaco Paolo Strescino in ordine alla mozione di sfiducia presentata oggi rasentano l’assurdo. Nella notte appena passata la gran parte del Consiglio Comunale di Imperia ha chiesto al Sindaco le sue immediate dimissioni ed è stato anche esplicitamente espresso come non si voleva che, finito il Consiglio, vi fossero articoli o dichiarazioni che la delibera stessa potesse essere interpretata come appoggio implicito alla attuale amministrazione Strescino".

Lo scrive il gruppo consigliare del PDL ad Imperia, dopo la conferenza stampa di oggi pomeriggio del primo cittadino, convocata a seguito della mozione di sfiducia: "Detto e fatto: oggi il Sindaco Strescino, dopo il deposito della mozione di sfiducia, naturale passaggio della posizione del PDL, afferma esattamente quanto si temeva potesse dire, ma egli sa che NON E’ VERO che si voleva, con l’approvazione della delibera (si cita testualmente) “dare fiducia al Sindaco, se avesse rispettato i dieci punti in essa contenuti”. Basti pensare che dal testo della delibera sono stati accuratamente cancellati, tramite iniziative del PDL e del PD, tutti i riferimenti nei quali si dichiarava, in qualche modo, di affidare un incarico di fare qualcosa al Sindaco. Il messaggio era chiarissimo: IL SINDACO A CASA SUBITO. I Consiglieri firmatari della mozione di sfiducia hanno esercitato una loro legittima prerogativa (ed iniziativa simile hanno annunciato pubblicamente i Consiglieri della minoranza): si invita il Sindaco a piantarla di dipingere assurde dietrologie e ad immaginare fantasiosi complotti, questa notte egli ha dichiarato espressamente di prendere atto di NON AVERE UNA MAGGIORANZA e se la maggioranza non si ha o ci si dimette o si viene dimessi, tutto il resto é accanimento terapeutico".

Carlo Alessi

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