“Ribadiamo l'avviso del Partito di Rifondazione Comunista: subito dopo il Consiglio Comunale, che avremmo voluto fosse convocato prima di Pasqua per l'assoluta urgenza e gravità della situazione, fatte la discussione e la deliberazione sugli indirizzi essenziali per l'autotutela del Comune e la portualità, questa Amministrazione deve chiudere del tutto”.
E' quanto comunica Pasquale Indulgenza, capogruppo del Prc al comune di Imperia in merito agli ultimi sviluppo politici dell'amministrazione Strescino in seguito all'inchiesta sul porto di Imperia. “In evidenza non ci sono solo le responsabilità in ordine alla vicenda porto – aggiunge Indulgenza - ma un'azione amministrativa che ogni giorno che passa reca a nostro parere danni sempre maggiori alla collettività, dall'esternalizzazione delle mense scolastiche al regolamento sui dehors, dalla congestione dell'area centrale della città alla scarsissima manutenzione degli spazi urbani, per citare giusto qualche esempio. Non è nostro costume dare "consigli" al Sindaco, come apprendiamo che in queste giornate convulse ritengono di fare consiglieri di altre formazioni.
I comunisti imperiesi si sono espressi e si esprimeranno unicamente nelle sedi istituzionali e nella città, in coerenza con una prassi che a noi pare in questo momento drammatico anche il modo più lineare per confrontarsi col Primo Cittadino e il meglio riconoscibile dai cittadini tutti. Sulla base di questa premessa, pubblicamente diciamo nuovamente al Sindaco di considerare l'esaurimento anticipato della propria amministrazione come un atto non solo dovuto ma politicamente maturo. Se c'è volontà, le linee per la 'messa in sicurezza' legale e contrattuale del Comune è presto fatta, così come quelle, essenziali, per definire un assetto e un dimensionamento adeguati della portualità locali. Sono già trascorse due settimane, da quando la crisi ha preso a montare. Per fare un testo schematico di indirizzo, basterebbe mettere nero su bianco - dando atto delle osservazioni e dei rilievi contenuti nelle relazioni tenute dai dirigenti comunali, fino a quelle più recenti - il contrario del gigantismo e della megalomania imposti dal 2005, sottolineando contestualmente le priorità di un minore impatto ambientale, una puntuale verifica della qualità dei lavori, la necessità di ottemperare a quanto le prescrizioni regionali esigevano in ordine alle diverse funzioni della portualità locale.
Come abbiamo detto, si dà la necessità di riprogettare con coraggio e lungimiranza il modello di sviluppo del territorio, perché la nostra comunità riconquisti la speranza in un avvenire diverso. Per cominciare a farlo, occorre chiudere non una pagina ma l'intero libro del corso politico- amministrativo segnato dal dominio delle Destre in questi tredici anni e mettere le basi per una alternativa di segno progressista.
Anche per questa ragione, riterremmo opportuno e urgente che il PD, che con noi ed altri soggetti condivide l'avviso che il Sindaco rassegni le dimissioni e sta preparando una manifestazione cittadina di protesta e per il cambiamento possibile e necessario, smentisse ufficialmente quanto in più di una occasione abbiamo letto in alcuni articoli giornalistici, cioè un suo interessamento e coinvolgimento per la formazione di una ipotizzata "giunta tecnica".














