Sulla presunta lettera intimidatoria, datata 27 maggio 2006, ai danni dell’ex direttore generale del Comune di Ventimiglia, Marco Prestileo, in allora amministratore del Comune di Vallecrosia, trovata nella buca delle lettere del cognato, in cui comparivano frasi minatorie a “firma famiglia Biasi”, contenuta all’interno della relazione sullo scioglimento del Comune di Ventimiglia, del Prefetto di Imperia, l’attuale primo cittadino della città della famiglia Armando Biasi chiarisce la sua posizione:
“Risulto vittima di tentativi di infangare il mio nome e quello di mio padre per fini elettorali. Comunque, tolta la questione della lettera, non si possono fare delle azioni di qualunquismo, dove si parla di lettere minatorie a farne un caso più grosso di quello che è. Io sono come sindaco un’istituzione. Quando rispetti le regole, amministri con la consapevolezza di gestire il bene pubblico vi è la massima serenità. Il sottoscritto è a disposizione. Mi sembra strano che dal 2005 al 2011 io e componenti della Giunta non siamo mai stati chiamati su questa vicenda”.
Poi conclude: “Alla luce di quello che è accaduto a Ventimiglia e Bordighera, alla luce degli incontri della dott.ssa Canepa, ove è stato chiesto di prendere coscienza del fenomeno della criminalità nella regione Liguria, come tutti coloro che svolgono funzioni pubbliche tutti abbiano delle responsabilità e dobbiamo garantire la massima trasparenza”.














