"I miei sentiti complimenti alla Porto di Imperia Spa, per la nomina del quarto Presidente in dieci mesi. Immagino sia un record, ma visto l’impegno, non mi sorprenderei se questo primato venisse superato tra breve. I presupposti ci sono tutti, atteso che è evidente la volontà della Porto di Imperia Spa di passare dal tragico al ridicolo o, più propriamente, viceversa".
Lo scrive il capogruppo di FLI, Giuseppe Fossati, che prosegue: "Il nuovo Presidente infatti è un noto professionista di Palermo, difensore di Riccardo Fusi (nome che evoca la cosiddetta 'cricca' ed altri più noti alle cronache, anche imperiesi, degli ultimi mesi, quali Balducci, Anemone, ecc.), menzionato nella relazione dei Ros dei Carabinieri che ha messo sotto la lente d'ingrandimento durante il biennio 2005-2007 ben 35 arbitrati che vedevano da una parte le stazioni appaltanti (gli enti pubblici) e dall'altra le aziende private, con una percentuale altissima dei verdetti “stranamente” emessi in favore dei privati. Di fronte a tale scelta, il quesito che mi pongo è se i soci privati della Porto di Imperia siano simpatici buontemponi a cui piace scherzare o ingenui smemorati un po’ distratti che non leggono i giornali o, come sarei portato a ritenere, sconsiderati provocatori che non hanno ancora capito come si deve e si può uscire dal baratro sul quale si sono spinti e sul quale hanno spinto la nostra Città. Non è facendo forzature o facendo nomine quanto meno inopportune, non me ne voglia il neo Presidente Vinti (attesa la valutazione meramente politica della sua nomina, ci tengo a sottolinearlo), che si risolveranno i problemi legali, manageriali e, soprattutto, economici del porto turistico di Imperia".
"Occorre invece che questi soci privati, dimostratisi palesemente inaffidabili ed inadeguati sotto il profilo industriale, finanziario, economico, manageriale e di garanzia per la correttezza e linearità delle condotte interne ed esterne alla società, passino la mano ad altri, previo azzeramento degli organi sociali e gestionali, nonché radicale cambio di atteggiamento verso il partner pubblico e gli organi di vigilanza e controllo (Commissione di Vigilanza e Controllo in testa); condizioni indispensabili per pensare di reperire sul mercato soggetti interessati ad investire su un’opera che è e rimane una straordinaria occasione di sviluppo per Imperia. Però, non mi faccio troppe illusioni. Detto ciò, leggo il primo intervento del Prof.Vinti con il quale manifesta la volontà di 'collaborazione per costruire, senza muovere da posizioni preconcette'. Ovviamente tali dichiarazioni mi fanno piacere anche se, senza spirito polemico, faccio rilevare che sono quasi testualmente identiche a quelle del suo predecessore Dott.Parisi, dal quale attendo ancora risposta alla lettera (cliccando QUI) trasmessagli il 14 ottobre scorso".
"Vista la sua manifestata disponibilità ripropongo quindi i medesimi quesiti al Prof.Vinti, allegandoli al presente comunicato ed evidenziando che comunque potrà trovarli nella corrispondenza della Porto di Imperia s.p.a., certo che vorrà rispondere celermente, poiché immagino che, come legale della Acquamare, ben conosca il tema trattato. Certo, non vorrei metterlo in imbarazzo nel suo ruolo di legale di Acquamare nella misura in cui nella citata lettera richiedo quale iniziative intenda assumere la Porto di Imperia Spa a fronte delle evidenti responsabilità ed inadempienze di Acquamare. Se lo trovasse motivo di imbarazzo, però, potrebbe sempre……. dimettersi".














