"Che sia nata prima la fama del festival della canzone italiana o il prestigio delle produzioni floricole non è dato a noi valutarlo, certo è che chiunque si stupisce dell’assenza dei fiori a Sanremo. E’ stato considerato più piacevole la presenza di materiali freddi, anche se illuminati, piuttosto che arricchire l’ambiente con i colori e con il calore di produzioni magnifiche, quasi artigianali, che trasmettono la luminosità del sole che li ha visti crescere sul magnifico territorio della provincia".
Lo scrive Roberto Fiumara, Segretario dell'Anga Imperia-Giovani Confagricoltura, che prosegue: "Mancanza di cultura, mancanza di gusto e mancanza di attenzione al territorio e all’economia, la floricoltura, che ha permesso lo sviluppo della riviera ligure di ponente, che non avrebbe di certo avuto nessuno sviluppo, anche strutturale, se non ci fossero stati i fiori. In questo periodo di crisi economica, il ritorno alla sinergia fiori-festival avrebbe dato un segnale, se non economico, almeno simbolico. Si è persa l’ennesima occasione. La maggior gravità è data dal fatto che gli errori sono fatti dalle giovani amministrazioni, che evidentemente risentono di una particolare disattenzione nei confronti della storia e della matematica. Non si sfrutta un’occasione di eccezionale visibilità, ma magari si 'investono' soldi per promozioni delle nostre produzioni all’estero, con risultati ancora da valutare. I colpevoli ci sono, e dovranno rispondere alle nuove generazioni della caduta di stile e di gusto.
















