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Attualità | 24 gennaio 2012, 08:30

Borgomaro: "blitz" di Sanremonews alla casa protetta Orengo Demora. Gli ospiti: "Ci trattano bene e si mangia bene"

Quella che a metà degli anni 90 è balzata agli onori della cronaca per un caso di sovraffollamento della struttura portando ad un blitz da parte della polizia e il conseguente trasferimento di molti anziani, oggi, è una struttura del tutto rinnovata e all'avanguardia.

Borgomaro: "blitz" di Sanremonews alla casa protetta Orengo Demora. Gli ospiti: "Ci trattano bene e si mangia bene"

Blitz a sorpresa di Sanremonews nella residenza protetta Orengo Demora di Borgomaro. Ieri mattina ci siamo recati alla casa di riposo diretta da Luca Volpe (assessore alle manifestazioni del Comune di Imperia) e abbiamo chiesto di poter visitare la residenza e ciò ci è stato cortesemente concesso. Quella che a metà degli anni 90 è balzata agli onori della cronaca per un caso di sovraffollamento della struttura portando ad un blitz da parte della polizia e il conseguente trasferimento di molti anziani, oggi, è una struttura del tutto rinnovata e all'avanguardia.

Abbiamo chiesto di visitare ogni locale (cucina, palestre, stanze degli ospiti, farmacia, studio medico, mensa etc...) e quello che ci ha colpito, oltre alla pulizia di ogni locale, è il sorriso sia degli operatori sia degli ospiti della struttura. La struttura che oggi ospita 80 persone (circa l'80% dei quali non auto-sufficiente,ndr) subisce uno screening con cadenza mensile da parte della commissione di controllo da parte dell'Asl che valuta se i servizi socio-sanitari offerti agli ospiti rispettano i parametri di legge. Alle domanda del cronista rivolta agli ospiti della casa indaffarati a pranzare sulla qualità del personale e del cibo la risposta è stata all'unisono: "Ci trattano bene e soprattutto si mangia bene". 

Ecco la breve intervista che abbiamo fatto al direttore amministrativo, Luca Volpe:

Direttore, come valuta gli accadimenti degli ultimi giorni che hanno coinvolto la casa di riposo “Borea” di Sanremo?

Si tratta di una vicenda triste che non dev'essere presa come esempio per definire questo tipo di strutture. Si sono verificati fatti incresciosi perpetrati da pochi elementi che sono stati giustamente assicurati alla giustizia. Vorrei porre, invece, l'attenzione su tantissimi strutture per disabili, malati psichiatrici e per anziani che grazie alla professionalità degli operatori, che si mettendosi al servizio degli altri in silenzio per 365 giorni l'anno, fanno si che queste persone possano avere un'esistenza dignitosa”.

Quali sono i requisiti che una struttura del genere deve avere?

Le strutture come la nostra che è convenzionata con l'Asl deve superare molti controlli. L'iter si chiama “accreditamento istituzionale” e consiste nell'ottenere parere positivo dalla commissione di controllo inviata dalle Regione. La struttura, inoltre, si deve dotare di personale altamente qualificato come indicato dalla normativa in vigore”.

Come vi sovvenzionate?

Non riceviamo alcun tipo di finanziamento, ne da parte della Regione ne da parte del Comune, questa è un'organizzazione no-profit. Viviamo delle rette dei nostri ospiti e del contributo, la quota sanitaria convenzionata che l'Asl ci passa per coloro che ci affidano (sono 36 i posti letto convenzionati all'interno della struttura)”.

Quanto pagano gli ospiti ?e se la pensione non gli bastasse che succede?

Le rette “alberghiere”, ovvero di coloro i quali sono autosufficienti e che non necessitano di un particolare trattamento sanitario, oscillano da un minimo di 1090 ad un massimo di 1300 euro al mese. Invece, per coloro che necessitano trattamenti sanitari particolari come la fisioterapia, la somministrazione di farmaci etc... la retta aumenta da un minimo di 210 ad un massimo di 750 euro. Se la pensione non bastasse a coprire la retta solitamente ci pensa la famiglia in base all'art. 433 del codice civile e se la persona non ha parenti interviene il Comune di residenza con i servizi sociali”.

Come selezionate il vostro personale e chi lo controlla?

Abbiamo 42 dipendenti che si distribuiscono in: Oss (Operatore socio sanitario), Osa (Operatore Socio assistenziale), Ota (Operatore tecnico assistenziale), infermieri, animatore e medico. Gran parte del personale ci è fornito tramite cooperativa (non è la stessa del Borea,ndr). Gli infermieri sono controllati dalla caposala e gli altri operatori sono controllati dal coordinatore dei servizi dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario. Durante la giornata ogni operatore ha un preciso programma da seguire quasi al minuto che deve conoscere a memoria al fine di svolgere nel miglior modo possibile il proprio lavoro. Si tratta di professionisti che mi rattrista dirlo ma per il tipo di lavoro che fanno molto spesso non viene loro riconosciuto almeno da punto di vista economico il giusto compenso”.

Avete mai avuto segnalazioni di maltrattamenti?

No, qualche parente magari si può lamentare della pasta scotta ma nulla di più. Le segnalazioni che ci giungono da parte dei parenti o degli stessi ospiti della struttura ci aiutano a migliorare ancor di più il servizio. Almeno una volta al mese parliamo con il personale ricordando loro il modo di agire nei confronti di una persona fragile come spesso sono gli anziani. Consigliamo loro di agire con pacatezza, sempre con un sorriso sulle labbra e professionalità. Questo è un sistema che da i suoi frutti”.

Quali servizi offrite ai vostri ospiti oltre a quello sanitario?

Ci avvaliamo del P.A.I. (Piano di assistenza individuale) che consiste nella valutazione delle esigenze individuali socio sanitarie della persona adottando un programma personalizzato per soddisfarle. Oltre ad una dieta personalizzata , offriamo una vasta gamma di attività come: animazione con giochi di gruppo, musico terapia, pet terapy (con l'ausilio di cani), Onoterapia (con l'ausilio di due asini), Ortoterapia, la lettura dei principali quotidiani”.

Come si svolge una giornata tipo all'interno della struttura?

Sveglia alle 6.30 -7.00, assistenza sanitaria e pulizia personale per gli allettati. Poi dalle 8 alle 9 la colazione che è un momento molto importante per gli anziani sopratutto per la loro socializzazione. Dalle 9.30 sino a mezzogiorno si effettua la fisioterapia per le persone inferme e chi è autosufficiente svolge attività ricreative e ludiche. Poi il pranzo e il riposo sino alle 15.30, nel frattempo alcuni operatori effettuano le pulizie della struttura e cambiano gli allettati. Dalle 15.30 sino alle 17.30 circa si svolgono le attività sopracitate e alle 18,30 è prevista la cena e poi tutti a dormire”.

Gabriele Piccardo

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