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Politica | 24 marzo 2011, 22:40

Sanremo: variante casinò. Donzella "E' illegittima. E' come se il Comune cambiasse una casa privata in pizzeria"

Dubbi sulla legittimità della pratica, che prevede il cambio di destinazione d'uso della sede del casinò in via Nino Bixio per venderla come residenziale, sono stati sollevati da Massimo Donzella. Per la maggioranza la pratica è regolare.

Massimo Donzella solleva dubbi di legittimità

Massimo Donzella solleva dubbi di legittimità

La prima pratica all'ordine del giorno è stata quella, di natura urbanistica, che prevede il cambio di destinazione d'uso della sede amministrativa del casinò, in via Nino Bixio, in residenziale. Ad illustrarla è stato l'assessore Alessandro Dolzan. Lo scopo è quello di realizzare un'immobile con appartamenti per poterlo poi vendere ed introitare più soldi. 

A prendere la parola, sollevando importanti elementi di illegittimità, è stato il consigliere d'opposizione Massimo Donzella. "Credo che ci troviamo di fronte ad una pratica che a mio modo di vedere è particolarmente confusa - ha esordito Donzella - infatti io questa sera mi permetto per la prima volta di chiedere al segretario generale di dismettere le vesti di direttore generale e di indossare i panni di segretario, al fine di essere il garante e arbitro assoluto dell'assemblea comunale per valutare quelli che ritengo essere diversi profili di illegittimità di questa pratica. 

Ci troviamo di fronte ad un immobile, dove prima si trovava l'Amaie, acquistato nel 2006 per oltre 3 milioni di euro dalla Casino spa, che oggi avete messo a bilancio per oltre 4 milioni. Questo immobile ha una valenza strategica essendo la sede, non solo degli uffici e del centro direzionale del Casinò, con circa 30 persone, ma anche sede del consiglio amministrazione e dei consulenti, questo ci dovrebbe già far riflettere sul fatto di spostare il personale. Per quel che riguarda il profilo di legittimità, ritengo che si continui a commettere l'errore di considerare la Casino spa, che è una società privata di capitali, di considerarla la stessa cosa. Invece sono due soggetti diversi con autonomie e responsabilità diverse. Io domando al segretario generale e al presidente del consiglio comunale di leggere il documento con il quale il cda della Casino spa ha chiesto questo cambio di destinazione d'uso. Non c'è all'interno della delibera - prosegue Donzella - Come se uno di noi avesse una casa ed il Comune decidesse a modo suo di modificarla in pizzeria o discoteca. Da un punto di vista amministrativo non è possibile. Anche il Coniglio di Stato dice che in casi del genere la società non può essere esclusa, ma deve esserci il principio del contraddittorio, cioè che non può essere fatto senza un'esplicita richiesta o partecipazione. Questo rende annullabile la delibera. Si dice poi che questo cambio permetterà una vendita più vantaggiosa dell'immobile a vantaggio dell'interesse pubblico. La Casino spa, però, essendo privata non può avere un interesse pubblico che può essere solo del Comune, sono due realtà distinte".

E' poi intervenuto il capogruppo del Partito Democratico Andrea Gorlero. "Avete la malattia del mattone, vi siete montati la testa, fate il Monopoli immobiliare, ci sono questi immobili che vanno e vendono - ha detto - Sono d'accordo con Donzella. Al segretario ricordo che dobbiamo seguire la tipicità del diritto amministrativo. Voi state facendo una variante ad personam ad un soggetto privato che non c'entra nulla con il pubblico ci hanno sempre detto che non c'entrano con il diritto pubblico, che si mettessero d'accordo".

Per la maggioranza ha perso la parola Paolo Leuzzi del Pdl "Su questa pratica ci sono tutti i pareri legali del caso quindi preoccupazioni non ce ne sono". Viene poi chiesto un parere al dirigente Locatelli che ha ricordato come lo scorso anno l'ufficio di igiene abbia avuto con la Asl lo stesso percorso, iter approvato dalla Regione stessa, affermando in pratica la valenza pubblica del bene. "Credo quindi che la pratica vada bene, anche se rispondere punto su punto sarebbe complicato - ha detto - in effetti la richiesta non c'è, si tratta solo di una possibilità che viene offerta se loro poi non volessero modificarla e tenere gli uffici possono farlo".

"L'accordo della Asl non c'entra niente - ha replicato Gorlero - perchè l'azienda sanitaria locale è un ente pubblico ed la casino spa invece no. Dire che far fare cassa alla casino spa è una finalità pubblica non è vero".

"E' solo una possibilità che offriamo alla casino spa - è intervenuto l'assessore all'urbanistica Alessandro Dolzan - se il casinò perde vuol dire che perde il comune, definirlo un ente privato mi sembra quindi difficile". In fase di replica Donzella ha ripreso la parola "Nel merito ritengo che ci siano immobili che possono essere venduti perchè non sono strategici, a differenza quindi sia di questa sede del casinò sia di Villa Mercede. mettere nei piani di alienazioni un bene di un privato è contro ogni regola amministrativa. Non si poteva fare perchè il casinò bon è un ente ma una persona giuridica. L'Ing. Locatelli ha parlato a livello tecnico ma non giuridico. Mi rivolgo al partito di maggioranza che è il partito dei medici, che rappresentano un terzo di questo consiglio. Quando i medici operano chiedono ai pazienti un consenso informato che contiene possibilità immediate e remote. Questa pratica contiene elementi insuperabili di illegittimità come la mancata partecipazione del casino spa a questo procedimento inoltre nella totale assenza di interesse pubblico".

Federico Marchi

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