E' tutta una questione di aggettivi.
NATHALIE, "ammirevole" nel suo farsi Tori Amos rimanendo se stessa (male incertezze vocali andrebbero eliminate).
MODA' e EMMA, "paraculi" nel prendere un po' di Negramaro e ubriacaretutti d'adolescenza.
ALBANO, "incauto" nell'abbandonare le strade consuete per i sentieridi una denuncia che non fa presa e, onestamente, infastidisce.
TATANGELO, semplicemente "inascoltabile"
PATTY PRAVO, "stonata", ma chissenefrega: quando canta lei tutto siferma, anche il vento e le rose; è l'unica diva vera in un mondo direplicanti e finte ribelli, anche se le giurie la boccianoimpietosamente
TRICARICO, "rimandato": lo preferisco stralunato e con i colori suoi,non necessariamente quelli della bandiera.
OXA, "bocciata": sempre più chiusa nella sua torre d'avorio, ha persoil contatto con la gente. peccato, perchè il brano, che a trattiricorda "Una notte in Italia", non è male.
PEZZALI, "citazionista", riprende i Morcheeba al limite del plagio, macon classe.
LA CRUS, "meravigliosi": al confine tra teatro e canzone, uno deimomenti migliori del festival dove la musica prende vita e non silimita a essere rappresentazione.
BARBAROSSA, "terribile": senza offesa e con tanto rispetto per il suopassato, ma il suo è il brano più brutto del festival, riuscirebbe amandare fuori strada anche Alonso.
VECCHIONI, "commovente", dal Professore arriva la più lucente dellelezioni: credere sempre nel domani a dispetto delle storturedell'oggi.
MADONIA, "disincantato": nemmeno la consapevolezza che questa potrebbeessere l'ultima occasione lo spinge a tradire se stesso; all'inizioevoca "Sentimento nuevo", poi prepara il campo al gran Battiato.
VAN DE SFROOS, "divertente": lo preferisco drammatico e commovente maè bello che il mare di Sanremo si specchi in quel ramo del lago diComo.
GIUSY FERRERI, "rinata". Era l'ultima chiamata prima di tornarenell'anonimato. decolla nuovamente anche grazie a una signora canzonedi Bungaro.














