Luigi De Chicchis è tornato per rispondere ancora a Franco:
"Vorrei precisare al Sig. Franco, che esaminata la Sua missiva, devo riconoscere che non fa una piega... di fatto, il favoreggiamento della prostituzione, si configura nel momento in cui viene dal cliente pagato un compenso in denaro per la prestazione ricevuta! Ora per concludere e riconoscere la Sua ragione in merito a questo argomento, dobbiamo specificare che se il cliente in questione, approssimandosi a una prostituta su bordo strada, domanda 'quanto vuoi?' e la stessa risponde '50 euro!' non sussiste alcun reato, poichè di fatto non è ancora stato pagato quel compenso. Si evince altresì che come Lei afferma.... per non sussistere questa circostanza, a tale risposta, il cliente per prima cosa non risulterebbe tale, dal momento che non sarebbe disposto a pagare alcun compenso per non incorrere nel reato di favoreggiamento e pertanto dovrebbe rispondere: 'bene anche io voglio 50 euro per la prestazione, quindi scambio pari e non se ne parla più!'. Ora vede sig. Franco, se si verificasse una circostanza di questo genere, lei avrebbe oltremodo ragione e dovrei riconoscerlo pubblicamente senza alcuna esitazione, ma da che mondo è mondo, si sa bene che la prostituzione non esiste per il piacere di scambio della stessa, bensì per denaro; è altresì vero che fino a prova tangibile di quel pagamento, non vi è reato da parte dello 'pseudocliente', ma per concludere mi permetta una personalissima considerazione: se esiste una prostituta su tutto il territorio nazionale, che al posto di ricevere il dovuto pagamento in denaro, si accontenta di quella che dovrebbe essere la prostituzione del cliente nei propri confronti... la prego... ce lo faccia sapere, perchè sicuramente si tratterà di una circostanza non rara o unica, ma a dir poco extraterrestre!"














