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Attualità | 02 settembre 2010, 13:29

L'assessore alla cultura di Savona Ferdinando Molteni elogia Freddy Colt

L'assessore alla cultura di Savona Ferdinando Molteni elogia Freddy Colt

Nell’inserto culturale “Il Leggìo” del periodico ufficiale della Diocesi di Savona “Il Letimbro”, numero di Agosto, appare un lungo articolo intitolato: “Il ‘sultano’ Freddy” a firma di Ferdinando Molteni, noto giornalista, scrittore e critico d’arte, nonché Assessore alla Cultura del Comune di Savona.

L’autore tratteggia un profilo dell’artista sanremese a tutto tondo, partendo dalle iniziative musicali per descrivere l’impegno culturale più ampio, in ambito storiografico e letterario. Così si esprime Molteni nell’apertura del suo scritto: “Ci sono persone, nel mondo della musica, che mi piacciono più di altre. Sono quelle persone che al talento musicale uniscono ironia, cultura e una gran voglia di fare. [...] E’ per questo, dunque, che quando incontro una persona come Freddy Colt ne divento, automaticamente, un fan accanito. Freddy Colt è un musicista talmente estroso e creativo da rendere difficile ogni etichetta. E’ tuttavia, prima di tutto, un chef d’orchestra”. Quindi prosegue: “Ma Freddy è un talento multiforme ed è, soprattutto, un uomo colto e un raffinatissimo scrittore”. L’assessore-giornalista accenna all’opera di divulgazione del fenomeno “Canzone jazzata”, all’attività concertistica con la Red Cat Jazz Band, storica orchestrina animata da Freddy, nonché le sue vesti di polistrumentista. Il recensore dà cenno anche dei recenti apprezzamenti rivolti al maestro sanremese dalla mitica cantante jazz italiana Jula de Palma, che dal Canada ha scritto in una email: “Che divertente sentire il mandolino che, con lei, diventa uno strumento swing. Veramente da capostipite”.

Naturalmente nel profilo tracciato con grande perizia e passione da Ferdinando Molteni non poteva mancare un ampio riferimento al più originale e insolito tra i progetti di Freddy Colt, il “Sultanato dello Swing”, che l’articolista così descrive: “Uno Stato il cui territorio è fatto di sogni e di ritmi sincopati. Un regno felice dove la lingua ufficiale è quella universale della musica”. Molteni ricorda le adesioni celebri a questo progetto, da Stefano Bollani a Giorgio Conte, da Bruno Gambarotta a Massimo Altomare, ognuno dei quali ricopre nella complicata gerarchia di corte una carica ben precisa sotto la corona del “Sultano” Freddy Colt.

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