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Al Direttore | 27 gennaio 2012, 19:11

Degrado lasciato nei boschi dai cacciatori: la mail di protesta (con foto) di una nostra lettrice

Degrado lasciato nei boschi dai cacciatori: la mail di protesta (con foto) di una nostra lettrice

Una nostra lettrice, Nicoletta Tripepi, ci ha scritto per lamentare nuovamente i problemi derivanti dalla caccia:

"Sono ancora costretta mio malgrado, a rivolgermi al suo giornale per protestare pubblicamente contro l'attività venatoria svolta da alcuni signori, finalmente giunta al termine! Vivo in campagna e purtroppo è proprio a fine stagione che si evidenziano i danni subiti da parte nostra, danni sia materiali che morali. Nonostante l'affissione di cartelli che regolano la caccia (con tanto di visto da parte del comune a cui appartengo), abbiamo subito come sempre il taglio di alberi e arbusti, la presenza costante di bossoli ovunque, di spazzatura di ogni tipo. Non si è mai rispettata la distanza minima da edifici adibiti a ricovero per animali domestici per non parlare della distanza non rispettatta da case abitate in aperta campagna, mai è stato rispettato lo stop degli spari dopo l'ora prestabilita alla chiusura. A tutto questo si aggiunge il disagio per il disturbo della quiete pubblica, da settembre a gennaio noi non possiamo recarci nei nostri boschi con i nostri animali per la presenza assidua di questi signori. Io personalmente ho avuto molte discussioni con alcuni di loro ma non hanno realmente nessun rispetto del territorio, considerano la nostra campagna terra di nessuno dove possono agire in tutta libertà senza il rispetto della gente che vive sul posto, oltretutto siamo noi che teniamo le strade interpoderali agibili e pulite e che loro possono sfruttare per i loro comodi! Sono veramente molto arrabiata, anche quando da parte loro subisco delle minacce verbali, siamo veramente alla follia! Io sono cresciuta in una famiglia e una comunità di cacciatori, non sono una animalista estrema, anche se attualmente non c'è più la presenza numerosa di specie di uccelli che possono essere cacciati per legge, per cui io chiedo a chi per legge è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini sul territorio, a prendere provvedimenti fino ad arrivare se è necessario alla chiusura della caccia in questa zona difficile da controllare dagli organi di Polizia Giudiziaria".

Carlo Alessi

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