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Attualità | 19 febbraio 2020, 17:01

Lo spettro del Coronavirus si abbatte sui ristoranti cinesi tra Bordighera e Ventimiglia ad un mese dall’inizio dell’emergenza: 70% in meno di incassi

Un’importante segnalazione merita il fatto che nessuno abbia voluto denunciare episodi di discriminazione o ‘razzismo’, contrariamente a quanto accade in altri centri abitati dello stivale in cui, nostro malgrado, si raccontano tristi vicende a sfondo razziale.

Lo spettro del Coronavirus si abbatte sui ristoranti cinesi tra Bordighera e Ventimiglia ad un mese dall’inizio dell’emergenza: 70% in meno di incassi

Il Coronavirus non colpisce soltanto il sistema immunitario ma è capace di causare ingenti danni anche a quello economico e al mondo legato al commercio. Nel campo della ristorazione, ad esempio, si percepisce un seria diminuzione della clientela e di conseguenza degli incassi. 

A Bordighera la problematica si fa sentire in maniera importante. L’impatto della notizia del Coronavirus lascia registrare un calo sostanzioso degli avventori e si conta addirittura meno della metà dei clienti abituali ad affollare le sale dei ristoranti. Il 70% in meno rispetto ai tempi antecedenti l’allarme virus. Soltanto in un caso è stato confermato un andamento in linea con gli standard di sempre ma in linea di massima, statisticamente, la diminuzione è consistente.

Anche nei locali di Camporosso la situazione è simile, con un calo degli introiti del 10% durante il pranzo e del 30% durante gli orari di cena. Il morale dei ristoratori però, per fortuna, resta alto: "Siamo dispiaciuti - ci hanno detto - ma al contempo comprensivi con gli abitanti del luogo condividendo il senso di paura che aleggia tra le persone e si definiscono ‘fortunati’ considerando i fatti riscontrati nelle altre città italiane in cui parecchi commercianti sono stati costretti a chiudere i battenti". 

"Ci riteniamo fortunati nonostante il periodo che stiamo vivendo - proseguono - perchè in altre città i nostri connazionali sono stati costretti a chiudere perché non riuscivano più a sostenere i costi. Abbiamo registrato perdite importanti ma le cose per fortuna non vanno malissimo. Ci auguriamo al più presto che la situazione possa risolversi nel migliore dei modi, per noi cinesi e per tutto il resto del mondo". 

A Ventimiglia la situazione appare più tesa e, tra l'altro, nessuno degli esercenti orientali ci tiene a dire la sua. Sintomo di un malcontento che probabilmente i gestori riscontrano quotidianamente. Vero è che di questo virus si ha timore soltanto a parlarne e pertanto si può comprendere benissimo anche la loro scelta di non commentare affatto.

Nessuno dei ristoratori che ha rilasciato dichiarazioni ha contatti con la città di Wuhan, noto epicentro del Coronavirus, tanto meno con le zone ad essa circostanti.

Un’importante segnalazione merita il fatto che nessuno abbia voluto denunciare episodi di discriminazione o ‘razzismo’, contrariamente a quanto accade in altri centri abitati dello stivale in cui, nostro malgrado, si raccontano tristi vicende a sfondo razziale. L'estremo ponente della nostra provincia, dunque, si mostra sensibile alla tematica e vicina al popolo cinese.

Diego Lombardi

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