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Eventi | 14 ottobre 2019, 15:16

Presentata a Firenze la nuova edizione de "I Ristoranti dell’Espresso": tante conferme e alcune interessanti novità per la Liguria

Bene ma non benissimo la provincia di Imperia. A Sanremo Paolo e Barbara si confermano fra le cucine di eccellenza per qualità e ricerca insieme all'imperiese Sarri.

Manuel Marchetta del chef del Mimosa restaurant di Sanremo

Manuel Marchetta del chef del Mimosa restaurant di Sanremo

Nessun ristorante ligure fra i 10 ristoranti al vertice della ristorazione italiana che hanno ottenuto il massimo punteggio di cinque cappelli che sono Casadonna Reale di Castel di Sangro, St. Hubertus di San Cassiano, Le Calandre di Rubano, Lido 84 di Gardone Riviera, Osteria Francescana di Modena, Piazza Duomo di Alba, Uliassi di Senigallia, e tre new entry, Seta del Mandarin di Milano, Madonnina del Pescatore di Senigallia e Villa Feltrinelli di Gargnano.

Il risultato della Liguria conferma pienamente le parole del direttore delle guide de L'Espresso Enzo Vizzari che ha segnalato come "nella guida ci sono tante conferme eccellenti, ma poche novità nella fascia media. I bravi sono sempre più bravi, ma fenomeni emergenti con forza di irrompere al vertice se ne vedono sempre meno". La Liguria è molto vivace nella fascia medio bassa, conferma un percorso di leggera crescita complessiva, ma non registra nessuna presenza fra i big, da 3 a 5 cappelli. I sanremesi Paolo e Barbara perdendo un cappello rispetto alla precedente edizione, contribuiscono ad aumentare il numero dei “due cappelli” che passano 6 a 8 con le novità di A Spurcacciuna di Savona e Osteria della Corte di Spezia (più un cappello rispetto al 2019), e che si aggiungono ai riconfermati Il Marin di Genova (Porto Antico); The Cook Restauranta al Cavo di Genova; Impronta d'Acqua di Lavagna; Sarri di Imperia e Nove della Villa la Pergola di Alassio. Perde un cappello Mauro Ricciardi della Locanda dell'Angelo di Ameglia che si aggiunge all’elenco dei premiati con un cappello che passa da 21 a 25 chef.

Questo dato conferma che forse la cucina ligure sta imboccando finalmente una fase di ripresa dopo anni di continua flessione, grazie a un giusto equilibrio tra innovazione e tradizione ed a un deciso rinnovamento delle proposte gastronomiche. Ed in questa direzione va anche l'importante menzione "Generzione 2020" a Paolo e Barbara per il passaggio di consegne in cucina al giovane Lorenzo Masieri.    

Conquistano un cappello: Mercato Orientale Genova; U titti Cipressa (IM); Acqua Ortonovo SP; Meta Celle Ligure SV; Miky di Monterosso al Mare (SP); San Giorgio Cervo (IM); Braccioforte Imperia; Ai Torchi Finale Ligure e  Mauro Ricciardi Locanda dell’Angelo Ameglia  che si aggiunge a questo elenco scendendo da due cappelli a uno.

Enrico Calvi del Ristorante i Cacciatori di Imperia con Manuel Marchetta del Mimosa di Sanremo presenti alla cerimonia di presentazione a Firenze

Sono riconfermati con il punteggio di un cappello:  Cantine Cattaneo, Sestri Levante; Conchiglia Arma di Taggia; Doc Borgio Verezzi; Claudio, Bergeggi; Il Vescovado di Noli; La Brinca di Ne; La Posta di Spezia; Osteria della Corte di Spezia; Le officine del gusto Sarzana; Langosteria Paraggi di Paraggi; Manuelina Recco; Muraglia Conchiglia d’Oro Finale Ligure; Mimosa Restaurant Sanremo; Salvo Cacciatori Imperia; Balzi Rossi Ventimiglia; Giardino del Gusto Ventimiglia.

Fuori senza cappello rispetto al 2019: La Meridiana di Garlenda; La Voglia Matta, di Genova; San Giorgio di Genova; Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure e La Creuza de Mauri di Lerici

Nessuna presenza ligure nemmeno per i riconoscimenti speciali che sono:

La cuoca dell'anno è Alessandra Del Favero di Aga Hotel Villa Trieste di San Vito di Cadore;

il Ristorante sostenibile dell'anno è il Joia di Milano;

il Piatto dell'anno va all'Osteria Francescana;

il giovane pizzaiolo è Valentino Tafuri della pizzeria Tre voglie a Battipaglia.

Premio alla carriera per Tonino Mellino de I quattro passi di Nerano e cliente dell'anno sono Alberto Rigolio e Manfredi Franco.

Il punteggio della Guida de l’Espresso va da uno a cinque cappelli ed ogni posizione ha un suo specifico significato: 1 cappello significa una buona cucina, 2 cappelli una cucina di qualità e di ricerca, mentre i 3 cappelli simboleggiano una cucina ottima. Salendo in classifica, 4 cappelli sono assegnati ad una cucina eccellente e 5 cappelli se li aggiudica il ristorante migliore in assoluto. A questo elenco si devono aggiungere le menzioni esterne alla classica dei senza voto, che sono semplicemente i locali che sono consigliati dagli ispettori della guida. Ricordiamo inoltre che diversamente da altre guide riservate ai ristoranti e alle trattorie, la guida dell’Espresso segnala anche indirizzi di fast food e street food, locali per colazione, pranzo veloce e aperitivo; locali di cucina etnica, quelli per vegetariani e vegani, le pizzerie tradizionali e quelle gourmet.

Prossimamente altre notizie e appronfondimenti. 

Claudio Porchia

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