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ATTUALITÀ | 18 giugno 2019, 11:02

Responsabili del 'colpo di Stato' al Principato di Seborga: i due fratelli Nicolas e Martial Mutte sono formalmente indagati in Francia

Lo afferma 'Ouest France' e numerose altre testate francesi, tra cui Nice Matin e France 3. Dal Principato nessun commento.

Responsabili del 'colpo di Stato' al Principato di Seborga: i due fratelli Nicolas e Martial Mutte sono formalmente indagati in Francia

Secondo quanto viene riportato da Ouest France, dei due si sta occupando già dal 2017 il Groupement Interministeriel de Recherches (GIR) di Caen, un’entità che riunisce inquirenti della Gendarmeria, della Police Nationale e delle Dogane.

I due fratelli sarebbero stati trattenuti giovedì scorso alla Gendarmeria di Deauville. Il giorno successivo sarebbero stati rilasciati: devono pagare una cauzione da 15.000 euro ciascuno e sono stati indagati a piede libero da un giudice di Lisieux (Calvados), insieme ad una terza persona, per due reati assimilabili alla ‘associazione a delinquere finalizzata alla truffa’ e ‘falso’ (produzione di moneta falsa, produzione di falsi atti amministrativi).

L’articolo riferisce inoltre che almeno 5 persone sarebbero rimaste truffate dai due fratelli (una per più di 50.000 euro) e che a questi ultimi sarebbero già stati confiscati 150.000 euro. Nicolas e Martial Mutte si erano resi responsabili, a partire da marzo 2016, di una sorta di ‘colpo di Stato’ ai danni del Principato di Seborga.

In pratica avevano creato una serie di siti Internet paralleli e avevano iniziato a spacciarsi attivamente per autorità istituzionali del Principato di Seborga, tenendo anche incontri di alto livello con importanti personalità politiche e finanziarie in Africa, Europa dell’Est, Medio Oriente e Stati Uniti con l’intento di promuovere investimenti finanziari tramite una inesistente ‘Banca Centrale del Principato di Seborga’. Da allora il Principato di Seborga si era mosso con varie denunce a Polizia e Carabinieri in Italia e alla Police Nazionale in Francia, alle quali si erano poi aggiunte altre denunce da parte di soggetti privati.

Redazione

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