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ATTUALITÀ | 26 aprile 2018, 09:11

Tunnel del Tenda il 'cantiere della vergogna': l’ennesimo capitolo della storia infinita di questo cantiere senza futuro

Secondo il Sindaco di Tende sono in atto lavori di costruzione di una protezione in cemento attorno al depositi di anidriti, che sono il materiale di risulta dello scavo.

Tunnel del Tenda il 'cantiere della vergogna': l’ennesimo capitolo della storia infinita di questo cantiere senza futuro

Partiamo dalla fine. Nice Matin di oggi, nell’ennesimo articolo dedicato al Tunnel del Tenda scrive testualmente:” Le chantier de la honte, dans lequel l’État, Région et Département ont investi 80 millions d’euros, n’a pas fini de faire parler de lui”. Il “cantiere della vergogna, nel quale lo Stato, la Regione e il Dipartimento hanno investito 80 milioni di euro non ha finito di far parlare di sé”.

E’ l’ennesimo capitolo della storia infinita di questo cantiere senza futuro (almeno imminente) al quale il quotidiano di Nizza, su impulso anche del sindaco di Tende, Jean-Pierre Vassallo, dedica ormai quasi quotidianamente spazio. Questa volta ad attirare le attenzioni e anche un po’ le ire del primo cittadino di Tende sono dei lavori di costruzione di una protezione in cemento attorno al depositi di anidriti, che sono il materiale di risulta dello scavo. La funzione di questa 'protezione' sarebbe quella di contenere lo sversamento nel Vallon de la Canelle, distante una decina di metri, di acque 'potentiellement dangereuses' provenienti dall’area dei 'des dépôts sauvages' di anidriti.

Gli elementi ci sono tutti e il Sindaco di Tende non ci mette molto a ricordare come il capitolato dei lavori prevedesse che “ils devaient être évacués dans les 24 heures”, invece, prosegue il primo cittadino della località della Valle Roya, i lavori in atto farebbero intendere che si pensa di lasciare le cose come stanno.

Stoccate rivolte anche alla Prefettura delle Alpi Marittime: ”Tutti riconoscono che quei depositi  sono potenzialmente pericolosi, ma sono visibilmente stoccati per un lungo periodo. Dopo che ho sollecitato la Prefettura con una lettera, non ho avuto risposte. Le autorità francesi si disinteressano totalmente della situazione. Alcun controllo, alcun funzionario statale. Quando ho dato l’allarme, questo ammasso avrebbe dovuto essere portato via immediatamente. Si lascia fare”.

Non si è fatta attendere la risposta della Prefettura di Nizza, per bocca della sous préfète Nice Montagne, Gwenaëlle Chapuis, che, dopo aver ricordato che la Prefettura ha risposto alla lettera del sindaco, ha ribadito, sempre a Nice Matin, che 'conformément à l’accord binational, l’Italie est chargée de l’enlèvement des déchets'. Il 18 maggio, aggiunge la funzionaria prefettizia, si riunirà la Conferenza Intergovernativa e lei stessa porterà sul tavolo della discussione “con forza” la questione del deposito dei anidriti. Al di là delle dichiarazioni e dello spazio mediatico, praticamente quotidiano, che il 'chantier de la honte' sta suscitando, l’impressione è quella che la questione stia per giungere ad uno sbocco almeno da parte francese.

La Procura della Repubblica di Nizza ha un dossier aperto sul tavolo e la questione sta coinvolgendo il mondo politico locale, l’attenzione da parte dell’opinione pubblica cresce ed anche i timori per i “potenziali” rischi d’inquinamento delle acque del Roya che forniscono gli acquedotti di alcune importanti località costiere, italiane, francesi e monegasche. Gli ingredienti ci sono tutti per supporre che si possa essere vicini ad una svolta che potrebbe anche essere clamorosa e che potrebbe anche dare una scossa ad una situazione che “stagna” da quasi un anno.

Beppe Tassone

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