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Politica | 09 maggio 2016, 10:31

Il Sindaco di Dolceacqua Gazzola ha chiesto al Ministro Alfano di ripensare alla Legge sulle 'fusioni forzate' dei comuni

Se passasse la proposta di Legge, infatti, tutti i Comuni sotto i 5.000 abitanti dovrebbe 'fondersi' con altre realtà piccole.

Il Sindaco di Dolceacqua Gazzola ha chiesto al Ministro Alfano di ripensare alla Legge sulle 'fusioni forzate' dei comuni

In occasione della visita del Ministro Alfano di sabato scorso, il Sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola, in qualità di Presidente degli oltre 200 Borghi Italiani certificati con il marchio della ‘Bandiera Arancione’, ha consegnato una lettera nella quale si esprime forte contrarietà alla proposta di Legge che prevede le ‘fusioni forzate’ per i Comuni sotto i 5.000 abitanti.

Alfano se pur attraverso un breve scambio di battute si è reso disponibile ad approfondire l'argomento. Nella lettera inviata alle principali cariche Istituzionali, l’associazione ‘Paesi Bandiera Arancione’, in rappresentanza di oltre 200 Comuni Italiani, si schiera apertamente contro la proposta di Legge, visto che fin dal Rinascimento il suolo Italiano ha avuto una organizzazione identitaria attraverso l'istituzione dei Comuni, oggi ritenuto dalla popolazione l'unico punto di riferimento sociale universale. L’ultimo presidio della democrazia di un territorio già colpito dal taglio dei consiglieri comunali e quindi della rappresentanza. Il Sindaco rappresenta oggi, l’unico interlocutore credibile dell’organizzazione Statale.

“Per questo motivo – è scritto nella missiva - esprimo a nome delle Amministrazioni che rappresento, forte contrarietà e forte preoccupazione verso la proposta di Legge, con la quale  si stabilisce che il limite minimo perché possa esistere un comune è di 5.000 abitanti. La nostra non è una opinione di contrarietà alle ‘Fusioni Volontarie’, cioè a quelle volute democraticamente dai Cittadini attraverso un Referendum così come oggi prevede la legge, ma contro le ‘Fusioni Imposte’ dal Disegno di Legge presentato. I Comuni Bandiera Arancione, molti dei quali sotto i 5.000 abitanti e molti di loro più piccoli di alcune frazioni di Città, sono l’esempio di cosa vuol dire un Borgo Amministrato: cura, mantenimento e recupero dei monumenti, qualità della vita, mantenimento dei servizi, sostegno sociale e soprattutto tanto volontariato a favore della Comunità che spesso si sostituiscono a servizi che dovrebbe espletare uno Stato Civile. Chiediamo invece una migliore ed attuabile Legge sull’Unione dei Comuni perché condividiamo che in questo caso i Servizi congiunti possano portare dei benefici e migliorare le attività. Ma oggi ci sorge il dubbio che l’attuale Legge sulle Unioni sia stata fatta ad ‘arte’ proprio perché non se ne consenta la fattibilità,  per poi dare la ‘spallata’ finale e portare i Piccoli Comuni alla loro chiusura”.

“Incentivare economicamente in modo prevalente le fusioni – prosegue Gazzola - come oggi avviene, oltre ad indicare una precisa direzione di volontà politica in modo evidente, sta spingendo alcuni Amministratori a perseguire questa strada in un momento di difficoltà economica, per un mero recupero di risorse, senza seguire il vero scopo di questo passaggio istituzionale che è quello di perseguire un bene comune in termini di servizi alla collettività. I Sindaci e gli Amministratori Locali hanno sempre solo chiesto di poter lavorare per la propria Comunità e di essere trattati con equità; chiedono rispetto e dignità per il loro impegno e non la chiusura perché si vuole diminuire quel contrasto politico dal basso che molte volte “disturba” l’intraprendere azioni che hanno il solo fine di consolidare alcune leadership di potere”.

“Ci rivolgiamo a Lei – termina Gazzola rivolgendosi al Ministro - al fine di sostenere le nostre tesi, e di invitare i nostri rappresentati  a mantenere quelle promesse trasversali fatte nelle ultime Campagne Elettorali, che unitamente li vedeva paladini nell’affrontare la diminuzione del numero di Parlamentari, dei costi dei Ministeri e di quelle migliaia di Aziende Statali, anzichè  inventare soluzioni alternative per un finto risparmio economico della macchina Statale, attaccando ‘le uniche istituzioni’ che hanno rispettato i Patti di Stabilità e la conseguente diminuzione di costi. Infine, sarebbe un segnale forte ed importante, per alimentare quegli ‘stimoli positivi’, che sono l’unica motivazione che consente agli Amministratori dei Piccoli Comuni di sostenere questo ruolo sempre più complesso e difficile, se Lei Signor Presidente, incontrasse una Delegazione delle varie Associazioni che come la nostra, Le hanno sicuramente espresso contrarietà a questa proposta di Legge”.

Carlo Alessi

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