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Politica | 12 dicembre 2012, 14:27

Intrecci mafia-politica a Camporosso, intervento del vicesindaco Marco Bertaina

"Confido nel lavoro degli inquirenti ai quali chiedo pubblicamente di procedere con la massima risolutezza per il bene delle persone come me"

Marco Bertaina

Marco Bertaina

Il Vicesindaco di Camporosso Marco Bertaina ritiene doveroso intervenire a seguito della pubblicazione di alcuni articoli che tendono - spiega - ad offuscare la sua onorabilità e alimentare sospetti sulla sua persona.

"Io non ho alcun legame con la criminalità e la malavita organizzata. Questo tengo a chiarirlo perchè negli ultimi giorni, su alcuni organi di stampa, sono stati messi in discussione la mia onorabilità di cittadino e di amministratore pubblico. Ho sempre agito nella massima trasparenza e nell’assoluta legalità. Quando nessuno parlava di questi temi io, con la mia Amministrazione, ideavo un 'Progetto di educazione alla legalità' con la Polizia di Stato, le scuole e Libera – Associazioni nomi e numeri contro le mafie.

All’epoca, nel 2002, le nostre iniziative venivano ignorate anche dalle Istituzioni. Nessuna Autorità ci ha mai detto chi erano i personaggi della malavita da cui stare lontani: per troppi anni gli amministratori sono rimasti da soli a contatto diretto con un territorio difficile, ma questo oggi pare non interessare a nessuno. Si preferisce fare sommari processi mediatici che altro non fanno che screditare l’immagine e l’onorabilità della mia persona. Io non sono mai stato servo di nessuno, non ho mai elargito favori e non ho mai favorito alcuna persona o azienda. Gli unici interessi che ho sempre fatto sono quelli della mia comunità.

Oggi si vuol far passare l’idea che tutti sapevano chi erano 'i cattivi' del ponente ligure. MA STIAMO SCHERZANDO? Negli anni ho incontrato migliaia di persone e se tra queste si NASCONDEVANO dei malavitosi non potevo saperlo: lo Stato aveva il compito di agire in tempo utile per bloccare queste persone. Tutte le persone che si sono rivolte a me le ho sempre trattate nello stesso modo ponendomi come garante della legalità.

Confido nel lavoro degli inquirenti ai quali chiedo pubblicamente di procedere con la massima risolutezza per il bene delle persone come me. Queste indagini non mi fanno paura, anzi mi confortano perché finalmente ci sarà l’occasione di fare luce su questioni rimaste nel cassetto per decenni". 

A. Gu.

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