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Cronaca | 29 agosto 2012, 10:15

Sanremo: il rogo della Irbis e del Manhattan, le due navi a fondo ed ora bisognerà indagare

Nonostante tutto lasci pensare che si tratti di un incendio di natura accidentale bisognerà appurare chi c'era a bordo della Irbis la nave da dove è partito il rogo. Prematuro parlare della rimozione dei relitti.

Sono affondate le due imbarcazioni ‘Irbis’ e ‘Manhattan’, andate a fuoco questa notte, alle 4 a Portosole di Sanremo. La prima verso le 9.40, nello stesso posto barca che aveva occupato per 4 o 5 giorni nell’approdo matuziano al molo B. La seconda, invece, si trova fuori dal porto, dove è stata lasciata andare alla deriva, prima che le fiamme si estendessero ad altre imbarcazioni. Sta ancora bruciando ma affonderà a breve, a circa un centinaio di metri dalla darsena di Portosole.

L'intervista al comandante della Capitaneria di Porto di Sanremo Andrea Betti




L'incendio farà sicuramente parlare a lungo di sè e ad oggi la memoria va ad un altro caso eccellente e simile, quello relativo all'affondamento del Venetia, uno yacht di 37 metri affondato in seguito ad un incendio nell'aprile del 2005 e recuperato dal fondale solo nel 2010. Infatti c'è già chi guarda al futuro evolversi del rogo scoppiato stanotte ed a quelle che potrebbero essere le conseguenze sul mare matuziano.

Bisognerà innanzitutto attendere lo sviluppo 'naturale' dell'inchiesta che scaturirà e che sarà al vaglio della procura di Sanremo. Sebbene tutto lasci presumere che si tratti di un incendio sviluppato per cause accidentali, rimane da chiarire chi potesse esserci a bordo della Irbis, la nave da dove è nato il rogo. Infatti, non trattandosi di un'imbarcazione mercantile non c'è registro di chi sia presente a bordo e lo stesso comandante della nave, battente bandiera delle Isole Vergini, ha spiegato alla capitaneria di porto, che stanotte non si trovava sulla nave. In tanti riferiscono che qualcuno a bordo c'era e sembra che stesse cucinando ed è questo fattore che potrebbe aver verosimilmente dato via all'incendio.

Le fiamme si sono poi rapidamente estese a tutta la Irbis e quindi hanno colpito la Manhattan (una nave ormeggiata da svariati mesi a Portosole e battente bandiera inglese, ndr). Siccome sulla seconda nave non c'era nessuno, è stata la prontezza di riflessi del personale dello scalo a pensare di sciogliere subito gli ormeggi lasciando che la nave si allontanasse alla deriva, onde evitare l'effetto domino ed evitare quindi che l'incendio si propagasse a tutto il molo. E' così che la nave è uscita fuori dal porto, grazie anche ad una lieve tramontana, dove poi è stata raggiunta dal personale della capitaneria che ha cercato di recuperare la barca fuori controllo nell'ottica di spegnerla e riportarla poi in un secondo momento nel porto matuziano. Il rischio che la Manhattan venisse spenta ma affondasse all'imboccatura bloccando così l'accesso al porto è stato evitato mettendo la barca in una zona sicura dove verrà lasciata affondare.

Entrambe le barche, due yacht di 23 e 24 metri, avevano approssimativamente un valore molto elevato con una stima tra gli 8 ed i 10 milioni di euro. Tra i primi ad arrivare in porto, oltre al personale di Portosole i militari della Capitaneria di Porto, coordinati direttamente in loco dal comandante, il Tenente di Vascello Andrea Betti. In questo contesto d'emergenza nonostante l'mmediato l'intervento dei Vigili del Fuoco di Sanremo ed Imperia ma purtroppo per le barche non c'era più niente da fare quando è scoppiato l'incendio. Le operazioni di spegnimento si sono protratte a lungo per la restante parte della notte e fino al mattino. Sul posto il 118 ha inviato anche alcune ambulanze di una pubblica assistenza per valutare se vi fosse qualche ferito e per via del concreto rischio da intossicazione corso anche dagli altri diportisti.

Adesso sarà la capitaneria di porto matuziana di concerto con i vigili del fuoco a svolgere le indagini necessarie ad appurare che cosa sia successo stanotte a bordo della Irbis. Le aree dei relitti non saranno messe sotto sequestro ma la procura vorrà sicuramente vederci chiaro su quanto accaduto, al momento appare quindi prematuro fare stime sulla futura rimozione delle barche.

Stefano Michero

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