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CRONACA | martedì 23 novembre 2010, 14:19

Porto di Ventimiglia, movimento terra e le minacce al geometra Parodi, due arresti

Dietro ordinanza di custodia cautelare sono stati tratti in fermo Ettore Castellana ed Annunziato Roldi. I due si erano resi protagonisti di un agguato a scopo intimidatorio ai danni di Pier Giorgio Parodi.

Da in alto a sinistra in senso orario: Castellana, Cavallone, Roldi, Parodi

Due ordinanze di custodia cautelare per estorsione e violenza privata sono state messe in atto stamani su Ettore Castellana ed Annunziato Roldi, il primo di Camporosso ed il secondo di Seminara (provincia di Reggio Calabria). La procura di Sanremo li ha collocati come principali protagonisti in un fatto avvenuto lo scorso 25 maggio.

In quella data il geometra Pier Giorgio Parodi fu vittima di un'intimidazione fatta a colpi di lupara, con due fucilate scagliate contro la sua auto mentre si stava recando alla cava di Carpenosa. Un luogo strategico ed un ruolo altettanto importante quello ricoperto da Parodi alle prese con il costruendo porto di Ventimiglia. In ballo sembra che vi fosse il business del movimento terra, una fetta di entrate importanti che vedeva al lavoro molte ditte tra le quali anche quella dei fratelli Pellegrino.

La procura sarebbe risalita a questi fatti solo in secondo momento quando venne a sapere della macchina crivellata dai pallettoni esplosi. A quel punto richieste alcune delucidazioni a Parodi questi ha spiegato che cosa gli era successo. Erano Castellana e Roldi ad aver teso l'agguato al geometra che quel giorno viaggiava accompagnato da un'altra persona. Lì i due avrebbero intimato al guidatore di scendere dall'auto un Suzuki Vitara, al primo rifiuto sono partiti i colpi di fucile diretti all'altezza del paraurti. Tuttavia i pallettoni ruppero di rimbalzo anche il parabrezza oltre al radiatore lasciando evidenti segni sul mezzo.

A quel punto di fronte a quella presa di posizione Parodi sarebbe sceso dall'auto per comprendere che cosa volessero, considerando che Castellana era un suo collaboratore. A quel punto i due gli avrebbero intimato la richiesta di far lavorare delle ditte 'loro' amiche per quel che riguarda il movimento terra, il tutto subito al costo 1,5 euro a tonnellata. Una richiesta che come spiegò Parodi non era possibile da soddisfare, perchè i lavori nel periodo estivo per via degli stabilimenti balneari avrebbero richiesto un permesso speciale. A quel punto Parodi avrebbe acconsentito a pagare pur non facendoli lavorare fatto sta che a detta del geometra non sarebbero mai state corrisposte cifre di alcun tipo.Una cifra non definibile con termini esatti ma sicuramente superiore ai 6mila euro settimanalmente se si pensa che ogni settimana vengono scaricati 4.500 tonnellate. 

Rimangono ancora molti i misteri da svelare sul caso ma quel che è certo è che possa trattarsi di un nuovo filone di indagine ha spiegato il Procuratore capo di Sanremo Roberto Cavallone. Molteplici infatti sono gli aspetti su cui fare chiarezza come ad esempio le frequentazioni di Roldi, fermato in un'occasione insieme ad Antonio Palamara, nome noto in ambito locale e che secondo alcune indagini sarebbe elemento di spicco della criminalità organizzata insediatasi in ambito locale, anche se su questo non vi sarebbe conferma alcuna.

Oggi dietro ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Eduardo Bracco, sono stati fermati Castellana e Roldi. E' stata l'aliquota dei Carabinieri della Procura ad occuparsi di rilievi ed indagini nel corso di questi mesi dalla confessione dell'accaduto da parte di Parodi. Quest'ultimo avrebbe detto di non temere nulla ma tuttavia da quel giorno sembra che il geometra giri sempre accompagnato. Adesso, venerdì si svolgerà in carcere l'interrogatorio di garanzia per i due fermati, che compariranno con i difensori, Stefano Savi e Marco Di Domenico.

Sull'accaduto il procuratore capo non ha voluto escludere nessuna ipotesi spiegando che al momento si tratta di un unico filone di indagine collegato a quell'episodio del 25 maggio. Certo è che la provincia di Imperia non è nuova a storie di intimidazioni più o meno esplicite, incendi dolosi, colpi di pistola contro funzionari pubblici e quant'altro.

Stefano Michero

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