"Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi una e-mail da parte di un associato nella quale si chiedeva di sottoporre all'attenzione pubblica un problema che sta diventando un'emergenza anche nel nostro territorio, la presenza sempre più numerosa della popolazione di cinghiali. Questo problema tocca non solo i nostri associati ma diverse aziende agricole ed anche privati poiché il cambiamento delle condizioni di vita di questi ungulati ha reso queste specie sempre più adattabile e meno timorosa dell'uomo facendo sì che si spingesse verso le abitazioni ed i campi in cerca di nutrimento.
La presenza di questi animali alquanto dannosi per le colture, sommata al fatto che spesso si tratta di aziende collocate in zone già di per se svantaggiate contribuisce ad accentuare il disagio di un settore già gravemente insidiato da innumerevoli fattori sia di natura ambientale che legislativa. In effetti, di fronte ad un problema reale i nostri amministratori dovrebbero interrogarsi e trovare soluzioni concrete come ad esempio quella di aprire anticipatamente la caccia come accade in numerose altre regioni italiane.
Non proponiamo atti di sterminio o caccia efferata che naturalmente non si allineerebbero con le nostre linee d'indirizzo ma riteniamo che i fatti parlino da soli e queste siano priorità da non sottovalutare. Sosteniamo dunque la voce del nostro associato portandola all'attenzione degli amministratori e dei legislatori i quali dovrebbero ispirarsi ad esempi lungimiranti come quello del Trentino dove si applica una caccia sostenibile che permette di mantenere intatte le popolazioni di ungulati effettuando un prelievo mirato ed altamente qualificato riducendo notevolmente i danni causati da questi animali.
Proporremo inoltre d'intensificare gli interventi di abbattimento nelle zone classificate a 'rischio agricolo' come previsto per legge i quali, essendo abbattimenti straordinari, possono essere effettuati anche fuori dai periodi previsti dal calendario venatorio sotto apposita supervisione dell'ente preposto. Potrebbe anche essere attuato il rimborso per la realizzazione di elettro pascoli utili a dissuadere gli ungulati dall'entrare nei campi. Ricordiamo inoltre che l'unico palliativo è costituito da un risarcimento per i danni (documentati) provocati da fauna selvatica previsto dalle normative vigenti. Trattandosi di un risarcimento non compre l'intero importo delle perdite ma può comunque coprire parte delle spese sostenute.
L'ANGA Imperia si fa portavoce di questo appello, promosso da un socio ma
che rappresenta le necessità di tanti altri agricoltori che si trovano nella
medesima condizione, confidando nella coscienza degli amministratori ai
quali si chiedono azioni concrete".
In Breve
giovedì 11 giugno
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Attualità
Cronaca
Attualità
















