"Il mare, la pesca e l'uomo in un mondo che cambia" è stato il tema al centro del convegno andato in scena ieri sera nella sala conferenze 'Luigino Maccario' al Forte dell'Annunziata a Ventimiglia. Tante persone hanno preso parte all'evento promosso dalla Fidapa BPW Italy – Sezione di Ventimiglia Porta d’Italia con il patrocinio del Distretto Nord Ovest Fidapa e del Comune.
Per l'occasione sono intervenuti Claudia Consani, presidente della Sezione Fidapa di Ventimiglia Porta d’Italia, l'assessore di Ventimiglia Tiziana Faedda, Silvia Moglia, past president del Distretto Nord Ovest Fidapa, Antonella Didonè, vicepresidente della Sezione Fidapa di Ventimiglia Porta d’Italia, Fulvio Garibaldi, biologo marino e della pesca dell’Università di Genova, Barbara Esposito, coordinatrice tecnica del GAL Fish Liguria, Augusto Comes, rappresentante regionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, e Laura Servetti, responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare. A moderare la tavola rotonda è stata Mirvana Feletti, responsabile regionale Pesca e Acquacoltura professionale.
Tra i presenti vi erano anche il vicesindaco Marco Agosta, l'assessore Adriano Catalano, i consiglieri comunali Gabriele Amarella, Roberto Parodi e Gaetano Scullino, rappresentanti di diverse associazioni del territorio e la Capitaneria di Porto. "Porto i saluti del sindaco e di tutta l'Amministrazione comunale" - afferma l'assessore Tiziana Faedda - "E' un bellissimo e importantissimo convegno che parla di mare, pesca e il rapporto tra l'uomo e il nostro territorio. Tutto questo è cultura. Con questi convegni la cultura viene valorizzata e tramandata da generazione a generazione. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo convegno e tutti coloro che sono presenti".
"Siamo 37 sezioni di Fidapa" - dice Silvia Moglia, past president del Distretto Nord Ovest Fidapa - "Fidapa promuove anche l'arte e, quindi, grazie per questo bellissimo convegno. Come past president sono responsabile del tema internazionale 'Ispirare, innovare, potenziare, trasformare: insieme plasmiamo un futuro sostenibile'. Il bisogno di arte in Italia sta mutando perché abbiamo bisogno di bellezze per il nostro cuore e la nostra anima. Abbiamo bisogno anche di tempo perché l'arte non la puoi gustare di corsa o attraverso lo smartphone bisogna andarla a vedere dal vero".
"Il tema internazionale della Fidapa 'Ispirare, innovare, potenziare, trasformare: insieme plasmiamo un futuro sostenibile' ci invita a riflettere sulla responsabilità che riguarda tutti noi, costruire un futuro capace di coniugare tutela dell'ambiente, sviluppo economico ed essere delle comunità" - dichiara Antonella Didonè, vicepresidente della sezione Fidapa di Ventimiglia Porta d’Italia - "Abbiamo scelto di declinare questo tema attraverso una risorsa fondamentale per il nostro territorio: il mare con il suo patrimonio naturale, culturale ed economico e con il mondo della pesca che rappresenta una tradizione da preservare ma anche un settore chiamato ad affrontare importanti cambiamenti. Nessuna trasformazione può davvero essere efficace se non nasce dal dialogo e dalla collaborazione. Per questo abbiamo voluto riunire allo stesso tavolo, il mondo scientifico, l'organizzazione della pesca, la cooperazione e le realtà istituzionali perché il futuro del nostro mare si costruisce insieme attraverso conoscenza, responsabilità e visione condivisa. Come Fidapa crediamo che promuovere la cultura, favorire il confronto e valorizzare le competenze significhi contribuire concretamente alla crescita del territorio e delle sue comunità. Il nostro auspicio è che questo incontro non sia soltanto un momento di approfondimento ma anche un'occasione per generare idee, rafforzare collaborazioni e guardare al futuro del nostro mare con maggiore consapevolezza e fiducia. Ringrazio tutti i presenti e i relatori che hanno accolto il nostro invito".
"L'Unione Europea parla di sostenibilità e dei tre pilastri che sono quello ambientale, economico e sociale" - sottolinea Mirvana Feletti, responsabile regionale Pesca e Acquacoltura professionale - "Come questi tre pilastri devono avere la stessa altezza e lo stesso peso sennò crollano".
"La pesca è una delle prime attività dell'uomo" - fa sapere Fulvio Garibaldi, biologo marino e della pesca dell’Università di Genova - "Già i Neanderthal mangiavano pesce. La cave garum indicava che conteneva una salsa di liquida di pesce fermentato. Si preparava disponendo a strati pesci piccoli all'interno di grandi vasche, mescolati con sale abbondante ed erbe aromatiche. Alla fine il liquido veniva filtrato. La parte liquida più pregiata era il liquamen mentre il residuo solido rimasto sul fondo era chiamato allec e veniva destinato alle classi meno abbienti o ai gladiatori. Attualmente il prodotto è più simile alla famosa colatura di alici tipica del Salento. Il modo di fare pesca cambiò con la rivoluzione industriale. Una volta diverse città avevano la tonnara. Ad un certo punto si decise di toglierle. La pesca moderna è composta da pesca. La pesca si suddivide in demersale e d'altura. La pesca in Italia è una flotta in calo costante, la produzione è in calo costante, la produzione media giornaliera è stabile, il prezzo medio stabile è in lieve aumento, i costi operativi sono in aumento costante, la piccola pesca è la più diffusa mentre le prime dieci specie rappresentano i 2/3 del peso e il 50% del valore. Il ridimensionamento è la diretta conseguenza delle misure della politica comune della pesca e degli incentivi all'arresto definitiva".





























































