Politica - 01 settembre 2026, 07:21

Aurelia Bis, il Comitato Bonmoschetto rilancia: "Lo svincolo si può evitare cambiando il progetto"

In vista della commissione del 3 settembre, il Comitato contesta la soluzione E scelta nel 2023 e indica in cava Cangiotti o Foce le alternative per la prosecuzione verso ponente

Il dibattito sul completamento dell’Aurelia Bis torna al centro dell’attenzione a Sanremo, a pochi giorni dalla commissione consiliare convocata per giovedì prossimo. Dopo il Consiglio comunale monotematico del 20 agosto, nel quale la maggioranza ha approvato un ordine del giorno a sostegno del mantenimento degli svincoli di via Padre Semeria e strada Bonmoschetto, il confronto si sposta ora sul piano tecnico e progettuale. In questo scenario interviene nuovamente il Comitato Bonmoschetto, che ribadisce la propria contrarietà allo svincolo previsto nella zona e propone di rivedere alla radice l’impostazione progettuale. La posizione non è quella di mettere in discussione la necessità di completare l’Aurelia Bis, ma di individuare una soluzione che, secondo il Comitato, possa garantire la funzionalità dell’opera riducendo sensibilmente gli impatti sul territorio. Una questione che si inserisce in un dibattito ormai caratterizzato da posizioni politiche differenti e dalla richiesta, emersa anche in Consiglio, di maggiore chiarezza sull’iter che ha portato all’attuale configurazione.

Per il Comitato, il problema nasce soprattutto dalla scelta della soluzione E, individuata dalla precedente amministrazione comunale nel 2023 e poi posta alla base del successivo sviluppo progettuale. Secondo la ricostruzione proposta, le ragioni che avrebbero portato a privilegiare quella configurazione sarebbero "debolissime, oltreché discutibili". In particolare, viene contestata innanzitutto la previsione di un raccordo con via Padre Semeria, ritenuto dal Comitato poco utile in sé e comunque collegato a una viabilità prevalentemente locale. Una valutazione che richiama anche le osservazioni intervenute nel percorso autorizzativo dell’opera e il ruolo avuto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che nel marzo scorso ha espresso parere favorevole sul progetto Anas nella configurazione priva degli svincoli di Foce e via Padre Semeria, indicando alcune prescrizioni. Il Comitato ritiene quindi che non sia necessario difendere automaticamente la soluzione E, ma che sia arrivato il momento di interrogarsi sulla sua effettiva razionalità.

Un secondo punto riguarda la presunta funzione di collegamento con l’autostrada. Il Comitato considera poco convincente l’idea che lo svincolo di Bonmoschetto possa svolgere realmente questo ruolo, vista la distanza dallo svincolo autostradale di Coldirodi. La critica, in questo caso, riguarda soprattutto la logica complessiva dell’infrastruttura: se l’Aurelia Bis deve intercettare i principali flussi di traffico e alleggerire la viabilità cittadina, sostiene il Comitato, occorre collocare i suoi innesti nei punti in cui viene effettivamente generata la domanda di mobilità. E i principali generatori, secondo questa impostazione, non sarebbero gli insediamenti sparsi sulle colline, ma la fascia costiera, la viabilità litoranea e l’autostrada. Da qui nasce la contestazione della scelta di collocare l’innesto della futura prosecuzione verso ponente a mezza costa, posizione ritenuta troppo distante sia dall’A10 sia dai principali flussi provenienti dalla costa.

È proprio sul futuro prolungamento verso Ventimiglia che il Comitato individua una possibile chiave per superare il nodo Bonmoschetto. "Posizionando correttamente il raccordo con lo svincolo autostradale, ad una quota più elevata, e collocando il bivio per la prosecuzione della Aurelia Bis verso ponente – in alto, vicino allo svincolo autostradale, o in basso, nella rotatoria di cava Cangiotti –, l’utilità dello svincolo di Bonmoschetto cessa di esistere", sostiene il Comitato. La tesi è quindi che non sia lo svincolo a dover essere semplicemente modificato, ma l’intero sistema degli innesti a dover essere ripensato. In questo modo, secondo la proposta, si potrebbe evitare un’opera considerata dal Comitato particolarmente impattante senza rinunciare alla funzionalità complessiva dell’Aurelia Bis. Una posizione che entra direttamente nel merito della questione che il Comune dovrà affrontare nella prossima commissione, anche alla luce dell’impegno assunto dal Consiglio comunale di chiedere ad Anas di valutare il mantenimento delle uscite della soluzione E.

Il Comitato richiama quindi le altre ipotesi elaborate negli anni da Anas. A, B e C prevedono il bivio verso ponente in alto, attraverso il raccordo con lo svincolo di Foce, mentre la soluzione D lo omette e la F lo colloca invece nella parte bassa, in corrispondenza della rotatoria di cava Cangiotti. Ed è proprio quest’ultima che viene indicata come "la posizione in assoluto più logica e conveniente". La ragione è legata ancora una volta alla funzione che dovrebbe avere una grande infrastruttura come l’Aurelia Bis: secondo il Comitato, deve soprattutto intercettare la mobilità locale, quella generata dagli insediamenti costieri della parte occidentale di Sanremo e di Ospedaletti. "Non dai nuclei sparsi delle zone collinari", è in sintesi la posizione espressa dal Comitato. Una soluzione a quattro bracci della rotatoria di cava Cangiotti, già ipotizzata nella soluzione F elaborata dalla stessa Anas, viene quindi indicata come una possibilità da approfondire senza pregiudizi.

Da qui arriva anche una delle domande che il Comitato intende portare nel confronto istituzionale: perché non sia stato chiesto ad Anas di approfondire proprio l’ipotesi della rotatoria di cava Cangiotti a quattro bracci. Secondo il Comitato, infatti, l’obiezione relativa alla presunta impossibilità tecnica di realizzare una rotatoria di questo tipo non sarebbe stata accompagnata da elementi sufficienti a dimostrarne l’effettiva impraticabilità. Una perplessità già sollevata pubblicamente nelle scorse settimane, quando il Comitato aveva ricordato che una soluzione analoga era stata sviluppata da Anas nel 2024 con la cosiddetta soluzione F. "Perché insistere su una soluzione sbagliata se la soluzione giusta è già stata sviluppata dalla stessa Anas?", è la domanda posta dal Comitato. Il tema potrebbe ora tornare sul tavolo della commissione, soprattutto perché l’amministrazione dovrà confrontarsi con le diverse esigenze emerse nel Consiglio del 20 agosto.

Resta poi l’alternativa dello svincolo di Foce, che il Comitato considera l’altra soluzione accettabile per collocare in alto il bivio verso ponente. Si tratterebbe di recuperare una previsione già presente nelle precedenti ipotesi progettuali e di utilizzarla per creare un collegamento più diretto con l’autostrada. Anche in questo caso il Comitato non nasconde che l’intervento avrebbe un impatto sul territorio. La differenza, però, sarebbe nella sua giustificazione funzionale: se lo svincolo serve effettivamente a collegare l’Aurelia Bis con l’autostrada e rappresenta il primo passo verso il futuro completamento dell’arteria in direzione di Ventimiglia, secondo il Comitato l’impatto potrebbe essere considerato sostenibile. "Ovviamente anche lo svincolo di Foce non è esente da impatti", viene sottolineato, ma proprio per questo la richiesta è di progettarlo correttamente e minimizzare le conseguenze ambientali e paesaggistiche.

La questione arriva così alla commissione del 3 settembre con un quadro ancora complesso. Il Consiglio comunale ha indicato una direzione politica, impegnando sindaco e giunta a sostenere il mantenimento degli svincoli di via Padre Semeria e Bonmoschetto e a portare la richiesta nelle successive interlocuzioni con Anas e Ministero. Ma il dibattito tecnico è tutt’altro che chiuso e il Comitato Bonmoschetto chiede di non considerare la soluzione E come un punto di partenza intoccabile. La proposta è, al contrario, di ripensare gli innesti dell’Aurelia Bis in funzione dei flussi di traffico e del futuro completamento verso ponente, valutando concretamente le alternative già elaborate da Anas. La commissione potrebbe quindi diventare il primo banco di prova per capire se il confronto politico delle ultime settimane riuscirà a trasformarsi in una vera discussione progettuale. E soprattutto se sarà possibile trovare una soluzione capace di tenere insieme l’esigenza di completare un’opera attesa da anni e quella, altrettanto forte, di evitare sul territorio impatti che il Comitato giudica "enormi e ingiustificati".