Il Comitato di Bonmoschetto entra nel vivo del dibattito sul completamento dell'Aurelia Bis a Sanremo e lo fa con una presa di posizione articolata, che parte dalla contrarietà allo svincolo previsto nella zona di Bonmoschetto per arrivare a una proposta alternativa sull'innesto della futura prosecuzione verso ponente. Il Comitato ringrazia innanzitutto il sindaco Alessandro Mager e l'assessore ai Lavori pubblici Massimo Donzella per l'audizione concessa martedì scorso, ribadendo la volontà di partecipare in modo costruttivo al confronto sul progetto. Una posizione che non mette in discussione la necessità di completare l'Aurelia Bis, ma contesta alcune delle scelte progettuali contenute nell'attuale elaborato ANAS.
Per il Comitato, infatti, il completamento dell'Aurelia Bis e la sua eventuale prosecuzione verso ponente rappresentano un'infrastruttura strategica per Sanremo e per l'intero comprensorio, ma proprio per questo sarebbe necessario correggere quelli che vengono definiti "errori chiave" del progetto. Tra questi viene indicata innanzitutto la realizzazione dello svincolo di Bonmoschetto, considerato un intervento "estremamente impattante, funzionalmente inutile e controproducente". Secondo il Comitato, l'opera comporterebbe infatti un incremento dei costi nell'ordine di diverse decine di milioni di euro, rendendo ancora più difficile reperire le risorse necessarie per un'infrastruttura che viene invece ritenuta fondamentale per la città.
Il punto centrale della critica riguarda però la scelta della posizione nella quale ANAS avrebbe previsto l'innesto della futura prosecuzione dell'Aurelia Bis verso ponente. Secondo il Comitato, l'errore di fondo sarebbe quello di aver collocato a mezza costa un collegamento destinato a servire una direttrice che, in quel punto, non intercetterebbe una significativa domanda di traffico locale. "È illogico che ANAS pensi di collocare a mezza costa un innesto che non ha alcun interesse locale", sostiene il Comitato, secondo cui le localizzazioni realmente logiche sarebbero invece due: lungo l'Aurelia litoranea oppure in prossimità dello svincolo autostradale di Coldirodi.
La prima soluzione, secondo il Comitato, consentirebbe di intercettare direttamente la domanda generata dall'insediamento costiero di Sanremo e Ospedaletti, utilizzando quella che viene definita "il collettore ovvio di tutto l'insediamento costiero". La seconda permetterebbe invece di collegarsi a un'infrastruttura, quella autostradale, che già oggi genera una domanda di traffico importante e concentrata ma che non disporrebbe di uno sbocco locale adeguato. "Se si rimedia a questo duplice errore, il progetto della Aurelia bis si semplifica e diventa immediatamente logico", sostiene il Comitato, che individua quindi nella revisione del nodo di ponente uno dei passaggi fondamentali.
La proposta concreta avanzata dal Comitato di Bonmoschetto è quella di spostare l'innesto della futura prosecuzione verso ponente all'interno della rotatoria della cava Cangiotti. L'idea consiste nel predisporre un quarto braccio della rotatoria, destinato ai collegamenti da e verso Ventimiglia. Un'opera che, secondo il Comitato, non dovrebbe necessariamente essere realizzata nell'immediato, ma semplicemente prevista nella progettazione in modo da poter essere attivata quando arriverà il momento di proseguire l'Aurelia Bis oltre Ospedaletti. In questo modo, sostengono i promotori, l'innesto verrebbe collocato nel punto corretto, con accesso diretto dalla via Aurelia.
Il Comitato riferisce inoltre di avere affrontato informalmente la questione con ANAS, ricevendo l'obiezione secondo cui una rotatoria a quattro bracci nella zona della cava Cangiotti non sarebbe tecnicamente possibile. Una risposta che, secondo il Comitato, non sarebbe stata accompagnata da elementi sufficienti a dimostrarne l'impossibilità. E viene evidenziato un elemento ritenuto particolarmente significativo: la stessa ANAS avrebbe già proposto nel 2024 una soluzione analoga, indicata come soluzione F. Da qui la domanda posta pubblicamente dal Comitato: "Perché insistere su una soluzione sbagliata se la soluzione giusta è già stata sviluppata dalla stessa ANAS?".
L'altra ipotesi indicata dal Comitato per la futura prosecuzione dell'Aurelia Bis è quella di collocare l'innesto in corrispondenza dello svincolo autostradale. Anche in questo caso la critica è rivolta alla mancanza, nell'impostazione progettuale contestata, di un collegamento diretto tra la nuova infrastruttura e la rete autostradale. Il Comitato considera infatti difficilmente comprensibile che la principale arteria extraurbana destinata a interessare il comprensorio non venga messa in relazione con l'autostrada, soprattutto alla luce delle attuali criticità degli svincoli di Sanremo e Bordighera, che secondo il Comitato soffrono di pesanti limitazioni funzionali legate all'insufficienza della viabilità locale di raccordo.
Proprio su questo punto il Comitato condivide la posizione già espressa dal Comune di Sanremo sulla necessità di prevedere uno svincolo intermedio tra la nuova viabilità e l'autostrada. "Non sta a noi stabilire dove collocare questo svincolo intermedio – sottolinea il Comitato –, ma è un argomento che merita una battaglia civica di largo coinvolgimento". L'obiettivo, secondo la posizione espressa nella lettera aperta, dovrebbe essere quello di utilizzare il completamento dell'Aurelia Bis non soltanto per alleggerire la viabilità esistente, ma anche per correggere una situazione infrastrutturale che oggi limita l'efficacia dei collegamenti autostradali con il territorio.
Nel documento viene poi sollevata una questione più generale relativa agli scenari di traffico utilizzati per progettare l'opera. Il Comitato manifesta perplessità sul fatto che ANAS e la società incaricata della progettazione non abbiano elaborato, a suo giudizio, una lettura sufficientemente equilibrata delle esigenze del territorio. "Sembra incredibile che ANAS e la società di progettazione incaricata non abbiano elaborato gli scenari di traffico", sostiene il Comitato, osservando che, anche senza conoscere nel dettaglio ogni dato numerico, sarebbe possibile comprendere quali siano le principali direttrici della domanda di mobilità nel comprensorio.
Secondo il Comitato, sarebbe proprio una lettura non corretta dei flussi di traffico ad aver portato alla scelta di collocare l'innesto della futura prosecuzione tra Bonmoschetto e via Padre Semeria, aree che vengono descritte come caratterizzate da un peso insediativo estremamente ridotto. "Soltanto il travisamento dei numeri può aver indotto in errori così macroscopici", sostiene il Comitato, secondo cui né Bonmoschetto né l'area di via Padre Semeria avrebbero una relazione diretta significativa con la futura direttrice verso ponente. Da qui la convinzione che l'innesto dovrebbe invece essere collocato laddove si genera effettivamente la domanda di traffico.
La critica si fa ancora più netta quando il Comitato analizza l'ultima versione dello svincolo di Bonmoschetto. Secondo quanto riportato nella lettera aperta, il progetto non contemplerebbe neppure un collegamento completo tra l'Aurelia Bis e l'ambito di via Padre Semeria. Quest'ultimo risulterebbe infatti accessibile soltanto dalla zona della cava Cangiotti, ma non nel senso inverso, e non sarebbe collegato neppure con l'Aurelia Bis verso nord e provenendo da nord. Una configurazione che, secondo il Comitato, renderebbe difficile comprendere quale sarebbe l'effettiva utilità dello svincolo.
La domanda posta nella lettera è quindi particolarmente critica: "A cosa servirebbe questo disastroso svincolo?". La risposta individuata dal Comitato è che l'opera finirebbe sostanzialmente per essere funzionale soltanto alla futura prosecuzione verso Ventimiglia, considerata però tutt'altro che imminente. Il Comitato sottolinea infatti che, con i tempi con i quali è stata finora realizzata l'Aurelia Bis, esiste il rischio concreto che l'attuale investimento venga giustificato soprattutto in funzione di un'opera futura della quale non è possibile prevedere con certezza i tempi di realizzazione.
Ma le perplessità, secondo il Comitato, riguarderebbero anche la stessa funzionalità del collegamento verso ponente previsto nell'attuale progetto. La lettera sostiene infatti che, paradossalmente, neppure l'obiettivo di consentire in futuro il collegamento tra Sanremo Ovest, Ospedaletti e Ventimiglia sarebbe realmente garantito dalla configurazione attuale. Il motivo viene individuato nell'immissione prevista dalla zona di cava Cangiotti, che secondo la ricostruzione del Comitato avverrebbe in curva, direttamente sulla direttrice principale e all'interno di una galleria.
Una configurazione che viene definita dal Comitato "pericolosissima", soprattutto perché, sempre secondo la lettera, l'immissione avverrebbe senza adeguata visibilità e senza una corsia di accelerazione. Il paragone utilizzato è quello con l'ingresso in autostrada dall'aeroporto di Genova verso ponente, considerato dal Comitato un esempio già noto di situazione viaria particolarmente delicata. "Sarebbe un disastro, pericolosissimo", si legge nella presa di posizione, che esprime forte sorpresa per il fatto che una soluzione di questo tipo possa essere stata prevista all'interno di un progetto infrastrutturale di tale rilevanza.
Il Comitato arriva quindi a contestare la stessa impostazione tecnica della soluzione progettuale, sostenendo che l'innesto presenterebbe caratteristiche in contrasto con quelli che vengono ritenuti i requisiti essenziali di sicurezza stradale. Nel mirino finiscono tanto i progettisti incaricati quanto ANAS e, per quanto di competenza, anche l'iter di valutazione dell'opera. "Meraviglia che i progettisti incaricati ed ANAS abbiano potuto concepire un errore tecnico grossolano", afferma il Comitato, chiedendosi inoltre come una simile configurazione non sia stata censurata in sede di esame da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
La lettera aperta, dunque, non si limita alla difesa dello svincolo di Bonmoschetto, ma propone una riflessione complessiva sul futuro dell'Aurelia Bis e sulla necessità di ripensare la progettazione partendo dalle reali esigenze di mobilità del territorio. Il Comitato ribadisce di non voler ostacolare il completamento dell'opera, ma al contrario di voler contribuire a renderla più efficace, meno costosa e maggiormente coerente con i flussi di traffico. La richiesta è quella di aprire un confronto più ampio sulle alternative, coinvolgendo Comune, ANAS, progettisti e territorio.
Il messaggio finale è quindi chiaro: il completamento dell'Aurelia Bis resta una priorità, ma non a qualsiasi costo e soprattutto non attraverso soluzioni che il Comitato considera prive di una reale utilità locale. La proposta della rotatoria di cava Cangiotti, con la predisposizione del quarto braccio verso ponente, viene indicata come una possibile soluzione capace di salvaguardare la futura prosecuzione senza caricare l'intervento attuale di costi e impatti ritenuti eccessivi. Sullo sfondo resta poi la questione dello svincolo intermedio con l'autostrada, considerata dal Comitato una partita strategica per l'intero comprensorio. Una battaglia che, nelle intenzioni del Comitato di Bonmoschetto, dovrebbe ora diventare un confronto pubblico e civico sulle scelte infrastrutturali destinate a incidere sul futuro della città e del Ponente.