Il consiglio comunale monotematico sull’Aurelia bis lascia in eredità soprattutto una certezza all’opposizione: secondo i capigruppo, la discussione ha fatto emergere una maggioranza divisa e poco coinvolta nelle scelte su un’opera destinata a incidere profondamente sul futuro di Sanremo. Accuse pesanti, accompagnate però dalla volontà di sfruttare il passaggio in commissione per provare a rimettere mano al progetto.
Per Antonino Consiglio, il consiglio comunale avrebbe rappresentato la dimostrazione di una amministrazione «puzzle», nella quale «non c’è condivisione», con giunta, sindaco e maggioranza che procederebbero su binari separati. «Nessuno è al corrente di ciò che viene fatto», sostiene il capogruppo, secondo il quale durante la seduta non sarebbero arrivate risposte alle domande poste dall’opposizione.
Consiglio punta in particolare il dito contro il mancato coinvolgimento della maggioranza e sul ruolo del vicesindaco. «Mi lascia sconcertato che non sapesse nulla della questione e che non sia intervenuto durante il consiglio», afferma. Per l’esponente dell’opposizione, la portata dell’opera avrebbe richiesto un percorso politico molto più ampio: «Può cambiare radicalmente Sanremo e questa decisione è stata presa da pochissime persone, senza coinvolgimento politico». Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe prodotto anche una reazione tardiva delle forze politiche, emersa soprattutto attraverso le dichiarazioni sui giornali.
Sulla stessa linea Marco Damiano, che parla di una «maggioranza in forte stato confusionale», caratterizzata da un forte malcontento per il mancato coinvolgimento dei consiglieri. «La politica è lasciata troppo in mano a pochi e per nulla condivisa», sostiene, definendo questa situazione «preoccupante per il bene della città».
Il tema, per Damiano, riguarda anche il ruolo stesso del Consiglio comunale. «Abbiamo un consiglio comunale depauperato dal proprio potere, dove tutto è in mano a pochi», afferma, attribuendo la responsabilità anche a una «maggioranza debole». Da qui la richiesta che le decisioni sul futuro dell’Aurelia bis tornino al confronto dell’assemblea, che dovrà essere chiamata a esprimersi sugli sviluppi della pratica.
Un risultato concreto, almeno secondo Daniele Ventimiglia, il consiglio lo avrebbe comunque prodotto: il passaggio della pratica in Seconda commissione (aspetto su cui premeva l'ordine del giorno poi respinto presentato da Ventimiglia e Rossano). Il capogruppo di Futuro Nazionale rivendica questo risultato, sottolineando come proprio in commissione sarà possibile convocare tecnici e professionisti per valutare eventuali modifiche al tracciato.
«Faremo venire l’ingegnere Rolando e l’ingegnere Franco Erasmi», annuncia Ventimiglia, spiegando che l’obiettivo sarà lavorare su una soluzione che, senza stravolgere le indicazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici, possa risultare meno impattante e più funzionale per Sanremo. L’obiettivo, precisa, non sarebbe riproporre semplicemente la soluzione E, ma arrivare a una modifica attraverso il confronto in commissione. Ventimiglia critica inoltre la gestione politica della vicenda, richiamando anche quanto emerso sulle interlocuzioni romane. «È imbarazzante politicamente», sostiene, riferendosi alle dichiarazioni del sindaco sul confronto avuto con ministero, uffici e viceministro. Per il capogruppo, il fatto che all'interno della maggioranza non tutti fossero informati dimostrerebbe ancora una volta una carenza di condivisione.
Un aspetto che, secondo Ventimiglia, sarebbe stato recepito anche nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio, nel quale viene richiesto un maggiore coinvolgimento dei consiglieri nelle comunicazioni e negli sviluppi della vicenda. Un passaggio che, secondo l’opposizione, confermerebbe una frattura interna all’assemblea anche sul metodo con cui vengono gestiti i rapporti tra amministrazione e Consiglio.
Anche Massimo Rossano insiste sulla necessità di utilizzare la commissione come strumento per recuperare il tempo perso. La proposta, avanzata insieme a Ventimiglia, prevede un confronto con tecnici, rappresentanti dei comitati e professionisti. «Si è perso del tempo», sostiene Rossano, indicando nei mesi trascorsi da marzo a oggi un periodo caratterizzato, a suo giudizio, da «silenzio totale» e da una carenza di iniziativa da parte dell’assessorato competente.
Rossano guarda inoltre con perplessità alla riproposizione della soluzione E. Secondo il capogruppo, quel progetto sarebbe già stato superato secondo le valutazioni, in particolare per la presenza delle rotonde, considerate problematiche sotto il profilo della sicurezza. Per questo motivo, sostiene, sarebbe stato preferibile approvare un ordine del giorno che non indicasse una specifica soluzione progettuale, lasciando alla commissione il compito di costruire un'ipotesi alternativa. «La nuova soluzione arriverà magari alla luce di un confronto in commissione», afferma Rossano, insistendo sulla necessità di non ripartire da un progetto che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe già stato bocciato.
Non mancano, infine, le richieste di un coinvolgimento più ampio della città. Rossano riferisce anche dell’interesse manifestato da un gruppo di proprietari di seconde case intenzionati a organizzarsi in un comitato per portare la propria voce all’interno del confronto. Un ulteriore elemento che, secondo l’opposizione, dimostrerebbe quanto la questione Aurelia bis sia ormai percepita non soltanto come una partita amministrativa, ma come una scelta destinata a incidere sulla viabilità e sul futuro urbanistico di Sanremo.
Infine Patrizia Badino ribadisce la necessità di trovare una risposta per fare l'opera: «Non serve troppo puntare il dito, ma è chiaro che se a Imperia e Ventimiglia le cose vanno avanti e da noi no bisogna prendersi anche le responsabilità. L'Aurelia bis è il progetto più importante della città insieme al Porto e sta al sindaco capire come procedere».
Anche la capogruppo di Forza Italia poi si è detta perplessa della scelta di proseguire sulla Soluzione E: «Ci è stato detto che in quella maniera non si può fare e sono andati avanti in maniera anche testarda. Noi abbiamo cercato di lasciarlo generico ma così si prosegue senza neanche dare forza al sindaco».
Il giudizio sul consiglio resta quindi fortemente critico, ma con una possibile apertura. Per i capigruppo di opposizione, la Seconda commissione rappresenta ora il banco di prova: dovrà diventare il luogo nel quale recuperare il tempo perso, coinvolgere i tecnici e valutare un tracciato diverso, riportando la discussione all’interno del Consiglio comunale e allargando quel confronto politico che, secondo le accuse dell’opposizione, sarebbe mancato nella fase precedente.