Oltre 100 grammi di sostanza stupefacente e un telefono cellulare sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria all'interno della Casa Circondariale di Valle Armea a Sanremo. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso apprezzamento per l'operazione portata a termine dagli agenti in servizio nell'istituto matuziano. Il materiale rinvenuto, secondo il sindacato, sarebbe stato destinato ad alimentare un possibile circuito di spaccio interno al carcere, mentre il telefono era stato abilmente occultato all'interno di una cella.
L'intervento sarebbe scaturito dall'intuito di un agente di sezione che, notando alcuni comportamenti sospetti, ha consentito di avviare una perquisizione straordinaria. Durante il controllo sono stati trovati lo stupefacente e il dispositivo telefonico, entrambi nascosti con particolare attenzione. Un'operazione che il SAPPE definisce un'importante dimostrazione della preparazione e dell'attenzione quotidiana della Polizia Penitenziaria nel contrastare traffici illeciti e garantire sicurezza all'interno degli istituti.
“L'operazione è stata resa possibile grazie all'intuito, alla professionalità e all'esperienza di un agente di sezione che, insospettitosi da alcuni comportamenti, ha consentito di avviare una perquisizione straordinaria conclusasi con il rinvenimento dello stupefacente e del telefono cellulare”, spiegano Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del sindacato per la Liguria.
Secondo il SAPPE, il risultato ottenuto a Valle Armea sarebbe frutto non solo dell'intervento del singolo agente, ma del lavoro complessivo di tutto il personale in servizio nella struttura sanremese. “Questo importante risultato non è il frutto dell'azione di un singolo, ma della straordinaria sinergia di tutti gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria in servizio a Sanremo”, sottolineano Capece e Tristaino, ricordando come negli ultimi mesi gli operatori abbiano lavorato per riportare ordine e legalità dopo una fase particolarmente complessa.
Il sindacato chiede che agli agenti coinvolti venga riconosciuto un encomio per l'attività svolta. Per il SAPPE si tratta di un intervento che testimonia "l'elevata professionalità, l'impegno e il senso dello Stato" dimostrati quotidianamente dagli appartenenti al Corpo. Un riconoscimento che, secondo l'organizzazione sindacale, sarebbe un segnale importante nei confronti di chi opera ogni giorno all'interno della struttura penitenziaria.
Accanto agli elogi per l'operazione, però, il SAPPE torna a denunciare le difficili condizioni di lavoro all'interno del carcere di Valle Armea. Il sindacato evidenzia infatti la presenza di una situazione di sovraffollamento e di carichi operativi sempre più pesanti per il personale. “Il personale continua infatti a lavorare in una struttura gravemente sovraffollata, con carichi di servizio elevatissimi e una pressione operativa costante”, affermano Capece e Tristaino.
La preoccupazione del sindacato riguarda anche il rischio che nuovi trasferimenti di detenuti possano aggravare ulteriormente la situazione. “Non si può continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di supplire, con il solo senso del dovere, alle carenze organizzative e alle scelte dell'Amministrazione”, aggiungono i rappresentanti del SAPPE, chiedendo interventi concreti per sostenere il lavoro degli agenti.
L'appello finale è rivolto al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e al Provveditorato affinché vengano adottate misure per ridurre il sovraffollamento, rafforzare gli organici e garantire strumenti adeguati agli operatori. “Ogni sequestro di droga e di telefoni cellulari rappresenta una vittoria dello Stato contro l'illegalità – conclude Capece –, ma queste vittorie devono essere sostenute da un'Amministrazione capace di affiancare concretamente il lavoro della Polizia Penitenziaria”.














