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Politica | 09 luglio 2026, 22:49

Vannacci sfida i partiti e lancia la corsa di Futuro Nazionale: "Siamo la novità politica degli ultimi 15 anni, riportiamo la politica in mezzo alla gente"

Il generale apre da Riva Ligure il tour politico. Il programma sarà pubblicato "nel giro di giorni, al massimo qualche settimana". Sulle contestazioni: "Protestino, danno ancora più rilievo a quello che stiamo facendo". E apre a un possibile incontro con Claudio Scajola: "Mi farebbe molto piacere"

È l’uomo del momento e la risposta arrivata questa sera da Riva Ligure ne è stata l’ennesima dimostrazione. Roberto Vannacci ha iniziato dalla provincia di Imperia il proprio tour politico in Liguria e lo ha fatto davanti a una piazza numerosa, trasversale per età e soprattutto interessata a capire quale possa essere il futuro di un movimento che, nel giro di pochi mesi, è riuscito a ritagliarsi uno spazio tutt’altro che marginale nel panorama politico nazionale.

Futuro Nazionale viene accreditato intorno al 6% dagli ultimi sondaggi. Una percentuale che, se confermata nelle urne, renderebbe il partito del generale un interlocutore inevitabile nella costruzione dei futuri equilibri del centrodestra. Il vero interrogativo, però, resta ancora senza risposta: cosa farà Roberto Vannacci alle prossime elezioni?

La risposta passerà inevitabilmente dal programma politico, atteso nelle prossime settimane, ma anche dalla capacità del nuovo partito di trasformare il consenso personale costruito intorno al suo leader in una struttura radicata sul territorio. La tre giorni ligure serve anche a questo. Tre appuntamenti in provincia di Imperia, tra Riva Ligure, Sanremo e il capoluogo, prima della conclusione a Genova. Non soltanto presentazioni pubbliche e incontri con i sostenitori, ma un primo tentativo di misurare la forza del movimento lontano dai sondaggi e dentro le piazze.

E la prima risposta è arrivata. A Riva Ligure c’erano anziani, adulti, famiglie e molti giovani. Alcuni giovanissimi. "Aura Vannacci", gridano ragazzi di 14 o 15 anni affacciati da una terrazza mentre il generale raggiunge piazza Matteotti. Una scena apparentemente marginale, ma politicamente significativa. Perché racconta un consenso che non sembra limitarsi alle generazioni tradizionalmente più vicine alla destra, ma intercetta anche una fascia di pubblico giovane, cresciuta con linguaggi, piattaforme e modalità di partecipazione politica profondamente differenti.

Vannacci lo sa e costruisce proprio sulla distanza dai partiti tradizionali il racconto della nuova formazione politica. "Vogliamo portare avanti Futuro Nazionale, i suoi principi, i suoi ideali e i suoi valori e farlo crescere il più possibile, perché Futuro Nazionale è la novità politica degli ultimi quindici anni", spiega il generale. "È un partito di destra autentica che cerca di riportare la politica in mezzo alla gente".

Il bersaglio politico è evidente. Vannacci contrappone la piazza ai palazzi, il rapporto diretto con gli elettori alle dinamiche interne dei partiti, la costruzione dal basso alle trattative tra gruppi dirigenti. "Non ci interessano i palazzi, i transatlantici, i giochi di potere o le mosse del cavallo. Noi siamo qua in mezzo alla gente, abbiamo qualcosa da raccontare, un sogno da proporre e siamo qua per portarlo avanti".

È probabilmente questa la partita più importante per Futuro Nazionale. Trasformare Vannacci da fenomeno elettorale e mediatico nel leader di una forza politica capace di durare. Il 6% rappresenta un punto di partenza significativo, ma il passaggio successivo sarà inevitabilmente quello dei contenuti, dell’organizzazione territoriale e delle alleanze.

Un tema sollevato nelle ultime ore anche da Pier Silvio Berlusconi, che ha sottolineato la necessità di attendere il programma del nuovo partito prima di esprimere una valutazione politica compiuta. Vannacci raccoglie l’osservazione e annuncia tempi brevi. "Apprezzo quello che ha detto il dottor Berlusconi perché si è posto come un semplice cittadino, non avendo alcun ruolo politico. Ha fatto un’esternazione assolutamente pragmatica".

Poi l’annuncio: "Il programma sta per uscire. Nel giro di giorni, al massimo qualche settimana, sarà pubblicato sul sito e sarà il risultato della sintesi di un grande lavoro che viene dal basso e mette in sinergia molte idee arrivate dai comitati costituenti".

Sarà quello il primo vero banco di prova politico del movimento. Perché fino a questo momento Futuro Nazionale ha costruito la propria crescita soprattutto intorno alla figura del generale, alla sua capacità comunicativa e a un posizionamento netto a destra dello schieramento politico. La pubblicazione del programma dovrà chiarire se il partito intende limitarsi a occupare uno spazio elettorale oppure costruire un progetto capace di incidere sugli equilibri nazionali.

Intorno a Vannacci, intanto, prende forma anche la struttura territoriale. In Liguria lo accompagnano Marco Lupi, delegato all’Assemblea Nazionale di Futuro Nazionale ed ex presidente del Consiglio comunale di Sanremo, e Daniele Ventimiglia, consigliere comunale sanremese e coordinatore regionale del movimento nella fase costituente. A Riva Ligure era presente anche Emanuele Pozzolo, deputato ex Fratelli d’Italia.

A fare gli onori di casa il sindaco Giorgio Giuffra e il vicesindaco Francesco Benza, esponente di Futuro Nazionale. Presenze che restituiscono l’immagine di un movimento ancora in costruzione, ma già impegnato nella ricerca di amministratori, rappresentanti istituzionali e figure politiche capaci di garantirgli una presenza nei territori.

Sul percorso ligure rimane anche l’ipotesi di un incontro con il sindaco di Imperia Claudio Scajola. Vannacci non conferma appuntamenti, ma lascia apertamente la porta aperta. "Non lo so. Se ci fosse la possibilità sarei ben contento di incontrarlo. Io parlo con tutti e discuto con tutti. Scajola è una figura molto carismatica della politica italiana da moltissimi anni ed è anche il padrone di casa: mi farebbe molto piacere incontrarlo".

Nessuna preoccupazione, invece, per le contestazioni annunciate durante il tour. "Protestino. A me piacerebbe vederli presenti, magari a obiettare e ad argomentare qualcosa che secondo loro non torna. Invece protestano, va bene: non ci dà fastidio, anzi dà ancora più rilievo a quello che Futuro Nazionale sta facendo".

La prima tappa ligure restituisce così una fotografia politica interessante. Vannacci continua a riempire le piazze e, almeno per il momento, il consenso intorno alla sua figura sembra andare oltre il tradizionale pubblico della destra. La presenza di tanti giovani, la crescita registrata dai sondaggi e la progressiva costruzione di una rete territoriale spiegano perché il generale sia diventato uno degli osservati speciali della politica italiana.

Ma è proprio adesso che comincia la parte più difficile. Portare centinaia di persone in una piazza significa misurare un’attenzione. Raggiungere il 6% nei sondaggi significa conquistare uno spazio politico. Trasformare tutto questo in un partito capace di incidere nelle prossime elezioni sarà la vera sfida di Roberto Vannacci.

Il generale, intanto, ha scelto il proprio terreno: le piazze prima dei palazzi, il rapporto diretto con gli elettori prima delle trattative sulle alleanze. E dalla Liguria manda un messaggio agli avversari e, forse soprattutto, agli altri partiti del centrodestra: Futuro Nazionale non vuole più essere considerato soltanto una suggestione elettorale. Vuole diventare un attore della prossima partita politica.

Andrea Musacchio

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