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Attualità | 19 giugno 2026, 07:14

Divieto di balneazione a Taggia, cosa dicono le analisi: tre zone fuori norma, due ancora regolari. Ecco perché il Comune ha chiuso tutto il litorale

I certificati dei campionamenti effettuati il 15 e il 16 giugno permettono di ricostruire nel dettaglio la situazione lungo la costa dopo il cedimento della condotta fognaria. Dall'area più critica della foce dell'Argentina fino ai tratti ancora nei limiti di legge: ecco cosa emerge dai dati

Divieto di balneazione a Taggia, cosa dicono le analisi: tre zone fuori norma, due ancora regolari. Ecco perché il Comune ha chiuso tutto il litorale

Tre punti con valori superiori ai limiti di legge, due ancora conformi ma vicini alle soglie di attenzione. È questo il quadro che emerge leggendo i dieci certificati di analisi commissionati dal Comune di Taggia dopo il cedimento della condotta fognaria alla foce del torrente Argentina. Documenti che consentono di comprendere, numeri alla mano, perché l'amministrazione abbia deciso di estendere il divieto di balneazione all'intero litorale comunale, nonostante non tutte le spiagge presentino lo stesso livello di criticità. Le analisi sono state affidate al laboratorio SE.I.DA. nell'ambito del piano straordinario di autocontrollo disposto dal Comune dopo l'emergenza. Il primo ciclo di campionamenti è stato effettuato il 15 giugno direttamente lungo la battigia, mentre il secondo, il giorno successivo, ha interessato punti collocati a circa 25 metri dalla riva, così da verificare se l'eventuale contaminazione fosse rimasta confinata vicino alla costa oppure si fosse estesa anche verso il mare aperto.

La normativa stabilisce che i valori non debbano superare le 200 unità formanti colonia ogni 100 millilitri per gli Enterococchi intestinali e le 500 per l'Escherichia coli. È proprio confrontando questi limiti con i risultati delle analisi che si comprende la scelta adottata dall'amministrazione. Il tratto che presenta la situazione più delicata è quello della spiaggia libera compresa tra i Bagni Germana e Vittoria, l'area più vicina al punto in cui si è verificato il cedimento della condotta fognaria. Nel campione prelevato il 15 giugno gli Enterococchi risultano superiori a 1.000 UFC/100 ml, mentre l'Escherichia coli supera le 2.000 UFC/100 ml, valori ben oltre i limiti consentiti. Il dato che più colpisce arriva però dal secondo campionamento. Anche a circa 25 metri dalla battigia gli Enterococchi risultano pari a 780 UFC/100 ml e l'Escherichia coli rimane superiore a 1.000 UFC/100 ml, segnale che la contaminazione non interessa soltanto la linea di costa ma anche il tratto di mare immediatamente prospiciente.

Criticità significative emergono anche nel tratto di Idelmery. Il primo campione evidenzia 880 UFC/100 ml di Enterococchi, mentre il giorno successivo risultano oltre i limiti sia gli Enterococchi, con 520 UFC/100 ml, sia l'Escherichia coli, che raggiunge 780 UFC/100 ml. Più articolata la situazione ai Bagni Ruffini. Il campionamento del 15 giugno presenta valori sostanzialmente regolari: gli Enterococchi si attestano a 190 UFC/100 ml, appena al di sotto della soglia prevista dalla normativa, mentre l'Escherichia coli si ferma a 70 UFC/100 ml. Nel prelievo effettuato il giorno successivo, però, gli Enterococchi salgono a 310 UFC/100 ml, superando il limite consentito, mentre l'Escherichia coli raggiunge 490 UFC/100 ml, rimanendo formalmente conforme ma molto vicina al valore massimo previsto dalla legge. Diverso il quadro nelle aree più distanti dalla foce del torrente Argentina. In Piazza Chierotti tutti i campioni risultano entro i limiti previsti dalla normativa. Gli Enterococchi oscillano tra 170 e 190 UFC/100 ml, mentre l'Escherichia coli varia tra 20 e 120 UFC/100 ml. Anche al Lido Annunziata i valori risultano conformi. Gli Enterococchi si attestano tra 180 e 190 UFC/100 ml, mentre l'Escherichia coli oscilla tra 70 e 130 UFC/100 ml, senza superare i limiti fissati dalla legge.

Dall'analisi complessiva dei dati emerge quindi una situazione non uniforme lungo la costa. I valori più elevati si concentrano nelle aree più vicine al punto in cui la condotta fognaria ha ceduto, mentre allontanandosi dalla foce del torrente Argentina la qualità delle acque migliora progressivamente fino a rientrare nei parametri previsti dalla normativa. È proprio questo il punto che consente di comprendere la decisione assunta dal Comune. Sebbene Piazza Chierotti e Lido Annunziata risultino ancora nei limiti di legge, gli Enterococchi registrano valori comunque vicini alla soglia massima consentita. Considerando che l'emergenza sulla rete fognaria non è ancora definitivamente risolta e che il quadro è tuttora in evoluzione, l'amministrazione ha scelto di applicare il principio della massima precauzione, estendendo il divieto di balneazione a tutto il litorale anziché limitarlo esclusivamente alle aree già interessate dai superamenti.

La decisione ha inevitabilmente suscitato preoccupazione tra cittadini e operatori economici del litorale. Da un lato c'è chi, nei giorni scorsi, ha fatto il bagno nelle zone oggi interessate dal divieto e si interroga sulle possibili conseguenze per la salute; dall'altro ci sono gli stabilimenti balneari, i concessionari e le attività che vivono di turismo, preoccupati per gli effetti che l'ordinanza potrebbe avere in un momento cruciale della stagione estiva. Ad alimentare l'incertezza contribuisce anche l'assenza, al momento, di una tempistica precisa per il ritorno alla normalità: tutto dipenderà infatti dall'esito dei prossimi campionamenti e dal definitivo superamento dell'emergenza legata alla rete fognaria.

I prossimi campionamenti saranno ora determinanti. Se i valori torneranno stabilmente entro i limiti previsti dalla normativa, il Comune potrà valutare la revoca del divieto di balneazione. In caso contrario, le restrizioni resteranno in vigore fino al completo superamento dell'emergenza provocata dal cedimento della rete fognaria e al ripristino delle condizioni di sicurezza dell'intero litorale.

Andrea Musacchio

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