Dopo il confronto in aula e la successiva condivisione tra maggioranza e opposizione, il Consiglio comunale di Taggia ha approvato all’unanimità la mozione sulla tutela dell’area destinata al biodigestore. Un documento politico e amministrativo che mette nero su bianco un principio chiaro: il sito dovrà essere utilizzato esclusivamente per l’impianto di biodigestione, senza possibilità di trasformazione, neppure temporanea, in discarica o sito di stoccaggio.
Di seguito il testo integrale della mozione approvata.
“Premesso che è in corso l’iter procedurale per la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica nel territorio del Comune di Taggia, inteso quale infrastruttura strategica per la gestione del ciclo dei rifiuti e l’economia circolare nella Provincia di Imperia;
che la scelta dell’area è stata oggetto di analisi tecniche e valutazioni di impatto ambientale finalizzate esclusivamente alla specifica finalità del trattamento della frazione organica dei rifiuti (FORSU);
preso atto che le risposte all’interrogazione odierna hanno evidenziato potenziali ritardi nel cronoprogramma dell’esecuzione dell’opera;
che la comunità locale e gli organi decisori hanno manifestato preoccupazioni in merito alla gestione dei suoli e alla possibilità che aree destinate a finalità impiantistiche possano essere, in futuro o in via temporanea, convertite in siti di stoccaggio o discarica di rifiuti, in deroga alle pianificazioni originali;
considerato che la trasformazione di un’area vocata a un impianto tecnologico di biodigestione in una discarica, seppur temporanea o in emergenza, comporterebbe un ulteriore e insostenibile carico ambientale, paesaggistico e di salute pubblica per il territorio di Taggia e per l’intera provincia;
che l’utilizzo dell’area come discarica contravverrebbe al principio di precauzione e agli accordi che hanno portato all’individuazione del sito specifico;
che è dovere degli organi competenti garantire alla cittadinanza certezza sulla destinazione d’uso dei suoli, evitando il rischio che il sito venga utilizzato per finalità diverse o come ‘ultima istanza’ per lo smaltimento indifferenziato;
impegna il Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta a farsi garanti, presso gli enti sovraordinati, che l’area mantenga esclusivamente la funzione per cui è stata progettata e designata (biodigestione anaerobica) e che non possa essere soggetta a future varianti di piano che ne stravolgano la finalità originaria.”
Un atto che rappresenta un passaggio politico rilevante all’interno del percorso legato al biodigestore, destinato ora a intrecciarsi con le prossime evoluzioni del progetto e con il monitoraggio dei tempi e delle risorse necessarie alla sua realizzazione.

















