Ad Arma di Taggia c’è un’associazione che cresce nei numeri, nelle idee e nella partecipazione, ma che guarda al futuro con una domanda ancora senza risposta. Arma Pesca, realtà sportiva culturale dilettantistica radicata sul territorio, si prepara a vivere l’estate più intensa della propria storia recente: sette eventi in programma, un forte aumento rispetto ai due organizzati lo scorso anno, una base sociale in espansione e un’attività sempre più riconoscibile tra mare, tradizione e promozione del territorio. Ma insieme all’entusiasmo resta aperto il nodo della concessione demaniale, tema che coinvolge non solo gli stabilimenti balneari, ma anche una parte residuale di soggetti che attendono ancora di conoscere quale sarà il proprio destino.

A raccontare il momento dell’associazione è il presidente Matteo Panizzi, che fotografa una realtà in piena crescita: “Siamo arrivati a 69 natanti tra barche a vela, moto d’acqua, gozzi e altre imbarcazioni. Con i soci sostenitori siamo circa un centinaio. Aumentando le persone, sono aumentate anche le proposte, le iniziative e la voglia di fare”.
Il salto organizzativo è evidente anche nei numeri. Se nel 2025 gli appuntamenti estivi erano stati due, nel 2026 il calendario si è moltiplicato fino a sette eventi distribuiti tra maggio e agosto, con l’obiettivo di avvicinare cittadini e turisti a un mondo spesso poco conosciuto ma profondamente legato alla storia della comunità armese.
Si partirà il 21 maggio con una giornata dedicata alla scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Pastonchi. “Apriremo l’arenile alle terze elementari e organizzeremo diversi laboratori di nautica e pesca. Uno di questi riguarderà l’intervento dei biologi dei Delfini del Ponente, che saranno presenti per sensibilizzare i bambini sul mare e sul suo ecosistema”.

Il secondo appuntamento è fissato per il 28 maggio, alle 17, in collaborazione con la Parrocchia dei Santi Giuseppe e Antonio. “Allestiremo l’area davanti alla spiaggia, dove c’è il Monumento ai Caduti. La parrocchia farà il rosario fronte mare e noi puliremo e abbelliremo la zona partecipando a questa iniziativa. Maggio è il mese del rosario e ci fa piacere esserci”.
Il progetto più ambizioso arriverà però il 10 luglio, con una manifestazione che punta a fondere storia, identità locale e paesaggio urbano. “Ci siamo ispirati alle Cinque Terre. Tireremo fuori le barche e le metteremo sul lungomare di Taggia, dal ristorante Punta Mare fino a piazza Chierotti. Ogni installazione avrà accanto un gozzo o una barca a vela, insieme a tavoli, botti e ricostruzioni scenografiche”.
Il tema sarà dedicato al Moscatello di Taggia e agli uomini che, nei secoli passati, ne diffusero il commercio nel Mediterraneo e oltre. “L’oggetto della manifestazione è celebrare gli eroi che dal 1200 coltivarono il Moscatello e lo portarono in giro per il mondo”. Coinvolta anche l’associazione Terre del Moscatello, con la presenza di cantine locali e un percorso culturale scandito da totem illustrativi. In serata, alle 21.30, è prevista una conferenza conclusiva aperta alla cittadinanza.
Due giorni dopo, il 12 luglio, tornerà la seconda edizione di Invito alla canoa, con kayak e canoe messi gratuitamente a disposizione dei cittadini sul bagnasciuga. Il 26 luglio sarà invece dedicato a Sant’Erasmo, appuntamento tradizionale che vedrà protagonista anche il “Peter Pan”, storico gozzo sociale sostenuto dalla Compagnia Armasca da oltre quarant’anni.
Il 2 agosto spazio alla Giornata a gonfie vele, con catamarani, dimostrazioni pratiche e la possibilità per cittadini e curiosi di apprendere i rudimenti della navigazione, salire a bordo e vivere una breve esperienza in mare. Il calendario si chiuderà il 9 agosto con la seconda edizione di Esperienza in barca, formula già sperimentata con successo lo scorso anno. “Gozzi e lance verranno messi a disposizione dei cittadini con giri continui. Nel 2025 abbiamo imbarcato oltre 400 persone”.
Accanto all’estate da costruire, però, c’è una questione aperta che riguarda il futuro dell’associazione e l’utilizzo degli spazi demaniali. Panizzi affronta il tema con toni misurati ma chiari. “Il Comune ha messo a bando gran parte delle concessioni balneari. Il 90% delle attività che insistono sul demanio oggi sa quale strada intraprendere. Esiste però una parte residuale, tra cui noi, che ancora aspetta di sapere quale sarà il suo futuro”.
Arma Pesca, spiega il presidente, rientra in una categoria diversa rispetto agli stabilimenti tradizionali. “Noi non siamo balneari. Facciamo attività sportiva, culturale e dilettantistica senza scopo di lucro. Nell’avviso uscito a fine 2025 si spiegava che la nostra posizione sarebbe stata rinviata a una successiva delibera, ma al momento non sappiamo ancora come verrà decisa la situazione: se tramite bando o con altre soluzioni”.
Il quadro resta quindi sospeso. “La nostra concessione è stata abrogata con una sentenza del Tar insieme a quelle dei balneari. Solo che loro adesso conoscono il percorso da seguire, noi siamo ancora in attesa. Speriamo di sapere qualcosa alla fine dell’estate, ma per ora restiamo in un limbo”.
Nel frattempo, l’associazione continua a lavorare. È il segno di una comunità che, nonostante tutto, sceglie di investire su partecipazione, volontariato e identità marittima.

















