«La sicurezza non è un concetto astratto, né una bandiera da sventolare durante le campagne elettorali: è la precondizione necessaria per la libertà di ogni cittadino». Per il gruppo civico "Bordighera Domani", tutelare il territorio significa rispondere con i fatti alle criticità emerse tra il 2024 e il 2025. «I furti nelle abitazioni, gli atti vandalici e la microcriminalità non sono solo numeri in un verbale, ma ferite al patto di fiducia tra istituzioni e residenti. Il nostro progetto nasce per ricucire questo strappo, trasformando la percezione di vulnerabilità in una certezza di protezione costante. La sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma con una presenza concreta, costante e visibile delle istituzioni sul territorio», dicono dal gruppo “Bordighera Domani”.
Il primo pilastro della sicurezza è il presidio fisico. «Non bastano gli uffici aperti: serve la strada. Il tavolo sulla sicurezza ha tracciato una rotta chiara: la città ha bisogno di una presenza visibile che scoraggi il reato prima che venga compiuto. Questo sforzo sarà supportato da un piano di videosorveglianza intelligente, che partendo dai nodi critici della città per arrivare ad interessare anche le frazioni e le periferie. Il piano pluriennale di estensione, riguarderà nello specifico le aree scolastiche, i parcheggi pubblici, i giardini e gli snodi tra centro, stazione e lungomare. Una rete di videosorveglianza che coprirà capillarmente tutta la città. Tutto questo per prevenire situazioni di rischio, degrado, atti vandalici, abbandoni, molestie o fenomeni sospetti».
“Bordighera Domani” intende rafforzare l’operatività della Polizia Locale valorizzando il comando, investendo in organizzazione, tecnologia e presenza operativa, migliorando il coordinamento con il resto del sistema sicurezza: «Per “Bordighera Domani” la Polizia Locale deve essere più presente nelle fasce orarie serali e notturne, capace di agire in perfetta sinergia con i carabinieri e le forze dell’ordine».
Ma la sicurezza urbana passa anche attraverso il decoro e la cura del dettaglio. «Una via buia o un arredo urbano degradato sono inviti impliciti all'illegalità» sottolineano da “Bordighera Domani”. «Per questo, investire nell’illuminazione pubblica e nella manutenzione del verde non è solo estetica, ma una precisa scelta di controllo del territorio. Vogliamo che aree come il lungomare e il centro tornino a essere spazi di convivialità serena, dove la "movida" sia sinonimo di risorsa e non di disordine. I recenti controlli del 2026 dimostrano che la fermezza sulle regole è l'unico modo per tutelare chi lavora onestamente. La nostra idea è chiara: tutela delle attività sane, fermezza su irregolarità e abusivismi, controlli coordinati nei periodi di maggiore afflusso, attenzione al rumore. Infine, puntiamo sulla partecipazione. I cittadini non devono essere spettatori passivi, ma parte integrante di una rete di ascolto. Facilitare le segnalazioni e incentivare la cultura della denuncia è fondamentale per rompere il muro dell'impunità. Ogni quartiere, da via Garnier a via Falcone e Borsellino, deve sentire la presenza di un Comune che non si limita a osservare, ma interviene con piani specifici e mirati controlli accurati e interventi precisi per prevenire episodi di microcriminalità».
“Bordighera Domani” propone una città dove famiglie, anziani e commercianti possano muoversi con serenità. Perché una città più curata e ascoltata è, intrinsecamente, una città più sicura.

















