La vicenda è uscita dai fascicoli ed è entrata direttamente nell’aula consiliare. È stato Gabriele Cascino, consigliere di minoranza, a rendere pubblica durante il Consiglio comunale la propria posizione giudiziaria, annunciando di essere indagato per diffamazione aggravata in seguito a una querela presentata dal sindaco Mario Conio. Lo ha fatto chiedendo che le sue parole venissero messe formalmente a verbale: “Autorizzo il segretario a verbalizzare in forma libera e riassuntiva, perché io già sapevo di essere indagato dalla Procura della Repubblica, in quanto il sindaco mi ha querelato”.
Una dichiarazione che trova riscontro nell’interrogazione urgente depositata dallo stesso Cascino, nella quale si legge che “in data 31 marzo 2026 è stato notificato all’istante avviso di conclusione indagini preliminari per il reato di diffamazione aggravata in danno del Sindaco pro-tempore del Comune di Taggia Architetto Mario Conio”. Il consigliere, parlando in aula, ha riassunto anche il contenuto dell’accusa: “Il capo di imputazione, sostanzialmente, afferma che il sindaco sostiene che io abbia detto che ha agito in sfregio alla legge; ho anche detto che probabilmente avrebbe tratto un beneficio, non potendo pensare che svolgesse quell’attività da architetto”. La stessa ricostruzione compare negli atti allegati alla sua interrogazione urgente, dove si afferma che il procedimento contesterebbe la condotta di aver, “tramite un comunicato stampa, leso l’onore e la reputazione del Sindaco avendo affermato che lo stesso ha svolto l’attività di architetto nel Comune di elezione, depositando un notevole numero di pratiche, in violazione della legge […] e pertanto illegalmente e di aver tratto beneficio dalla predetta opera intellettuale”.
Sempre nello stesso documento, Cascino fissa anche la linea della propria difesa, sostenendo che la critica politica sarebbe scriminata qualora ricorrano “i presupposti di un interesse pubblico alla notizia, la verità della stessa, e la continenza nella comunicazione”. È proprio questo il passaggio che il consigliere ha rivendicato anche davanti al Consiglio: “Come mi devo difendere? Devo dimostrare che quello che ho detto nel comunicato sia vero, devo dimostrare che ci sia un interesse pubblico e che le parole siano continenti”. Da qui l’annuncio di un nuovo atto formale rivolto al sindaco: “L’interrogazione urgente sarà per chiedere se il sindaco ha avuto un compenso come architetto. Perché lo devo fare, anche se il sindaco è assente? Perché ho pochi giorni di tempo per chiedere al pubblico ministero di essere interrogato”. Anche questo passaggio è ripreso nell’interrogazione, dove Cascino scrive che, “attesa la propria necessità difensiva”, chiede che il sindaco comunichi “se nelle pratiche qui allegate a far data dall’anno 2017 abbia ricevuto legittimi e giusti compensi quale esercente l’attività […] professionale di Architetto”. Nell’atto si richiama inoltre la scadenza per chiedere di essere interrogato e produrre memorie difensive al pubblico ministero.
Gli atti e la documentazione. L’interrogazione urgente non si limita ad annunciare la posizione giudiziaria del consigliere, ma richiama una serie di documenti sui quali Cascino dichiara di voler fondare, nell’ambito della propria linea difensiva, l’interesse pubblico e la verità fattuale delle affermazioni. Tra questi figura una comunicazione del Comune di Taggia del 2024, nella quale gli uffici spiegano di aver effettuato una ricerca nel sistema di protocollazione, estraendo atti riferiti a nominativi e studi professionali indicati nell’istanza di accesso. Nella stessa nota si precisa che ulteriori pratiche edilizie vengono gestite tramite portali dedicati e smistate agli uffici competenti. È inoltre richiamato un elenco di istanze edilizie relative al periodo 2017-2024, che riporta dati come tipologia di pratica, oggetto, protocollo e stato dei procedimenti. Il consigliere richiama questo materiale quando afferma che “l’interesse pubblico della notizia appare […] in considerazione del deposito delle numerose pratiche e l’invio di numerose pec e comunicazioni”, individuando nella consistenza della documentazione uno degli elementi a sostegno della propria posizione.
Un ulteriore materiale allegato riporta comunicazioni protocollate negli anni, con riferimento a pratiche edilizie, richieste di accesso agli atti e certificazioni urbanistiche, descritte nell’atto in termini generali e utilizzate dal consigliere come parte del quadro documentale. Come spiegato dallo stesso Cascino in aula, la documentazione è stata trasmessa alla segretaria comunale e sarà messa a disposizione dei consiglieri e della giunta nelle prossime ore, entrando così nel circuito istituzionale del Comune. Cascino collega questi elementi anche al requisito della verità, aggiungendo: “L’Ordine degli Architetti afferma che l’invio della Pec e, per analogia, delle mail presuppone un mandato del cliente e, pertanto, è da considerare una pratica”, inserendo tale passaggio nella propria linea difensiva. Nel materiale è richiamato anche un elenco di pratiche SUAP, che il consigliere utilizza per sostenere che “per tabulas la notizia ha un palese fondamento di verità”, sempre nell’ambito della propria ricostruzione difensiva.
Il quadro istituzionale. Tra i documenti figura inoltre una nota della Prefettura di Imperia del 2024, nella quale si precisa che “non sussiste una situazione di incompatibilità” tra la carica di sindaco e l’esercizio della professione, richiamando al tempo stesso la necessità di evitare “conflitti di interesse” e di rispettare l’obbligo di astensione nelle materie edilizie. Nella documentazione richiamata nell’interrogazione, il consigliere fa riferimento anche a un procedimento disciplinare dell’Ordine degli Architetti, avviato a seguito di segnalazioni. Negli atti si evidenzia, tra gli altri passaggi, che l’iscritto “non si sia astenuto dall’attività professionale durante il periodo di carica come Sindaco” e che risultano “incarichi svolti […] in materia di edilizia privata nell’ambito del Comune”. Gli stessi atti richiamano inoltre il principio secondo cui l’obbligo di astensione è volto “ad evitare che il professionista tragga vantaggio […] dal mandato pubblico rivestito”. Sempre secondo quanto riportato nella documentazione, il procedimento si è concluso con un provvedimento disciplinare, nel quale si afferma che “all’esito dell’istruttoria è emerso” lo svolgimento di attività professionale durante il mandato, con una valutazione rilevante sotto il profilo deontologico e la conseguente sanzione.
Una vicenda su più piani. È dentro questo quadro complesso che va letto l’intervento di Cascino in Consiglio comunale. Da una parte c’è un procedimento penale per diffamazione aggravata che trae origine da un comunicato stampa. Dall’altra ci sono atti amministrativi, documenti istituzionali e provvedimenti disciplinari che il consigliere intende utilizzare, nell’ambito della propria difesa, per sostenere la verità sostanziale dei fatti narrati e il loro rilievo pubblico. Non a caso, nella sua interrogazione urgente, scrive che “per tabulas la notizia ha un palese fondamento di verità”, che “le espressioni del comunicato stampa sono da ritenere continenti” e che “ai fini difensivi” è necessario interrogare il sindaco sul punto dei compensi professionali. In aula, quel ragionamento è stato sintetizzato così: “L’interrogazione urgente sarà per chiedere se il sindaco ha avuto un compenso come architetto […] perché ho pochi giorni di tempo per chiedere al pubblico ministero di essere interrogato”.
Il che significa, in termini politici prima ancora che giudiziari, che la vicenda è destinata a svilupparsi su più livelli: quello penale, quello amministrativo e quello politico. Al momento, complice anche l’assenza del sindaco per motivi personali nel corso della seduta, non sono arrivate repliche dirette in aula sulla vicenda. Il confronto politico e istituzionale sul tema è però destinato a proseguire e potrebbe tornare al centro del dibattito già nel prossimo Consiglio comunale. Non è escluso, inoltre, che nelle prossime ore possano arrivare prese di posizione o chiarimenti ufficiali da parte dell’amministrazione.
















