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Solidarietà | 09 aprile 2026, 10:46

Sanremo, al Casinò gli studenti guidano il cambiamento: “Per un bene più grande”, una giornata per abbattere barriere e costruire inclusione (Foto)

Dalla Consulta Provinciale degli Studenti un messaggio chiaro: la disabilità non è un limite ma una dimensione da comprendere, raccontare e includere. Coinvolte scuole, istituzioni, sanità e volontariato per costruire una rete concreta sul territorio.

Non un semplice convegno, ma un momento di confronto reale, costruito dagli studenti e rivolto all’intera comunità. Si è svolto nella mattinata di oggi, 9 aprile, al Teatro del Casinò di Sanremo, l’incontro “Per un bene più grande”, promosso dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Imperia con l’obiettivo dichiarato di raggiungere tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado e aprire un dialogo profondo su inclusione e disabilità.

Un’iniziativa che ha messo insieme mondi diversi – scuola, sanità, volontariato e istituzioni – con un filo conduttore preciso: abbattere stereotipi e barriere, culturali prima ancora che fisiche, e costruire una rete capace di sostenere le fragilità lungo tutto l’arco della vita.

A partecipare sono stati numerosi istituti del territorio, tra cui il Polo Tecnologico Imperiese, l’Istituto Comprensivo Sanremo Centro Levante, il Vieusseux di Imperia, il Colombo di Sanremo, il Ruffini-Aicardi di Arma di Taggia e il Fermi-Paolo Montale di Ventimiglia, con una forte presenza di indirizzi legati all’ambito sociale e umanistico.

Sul palco si sono alternati professionisti e testimoni diretti: medici dell’ASL1, rappresentanti della Croce Rossa Italiana – tra cui il presidente Ettore Guazzoni e il volontario Salvatore Stella – insieme all’assistente sociale Arianna Manule, oltre ai docenti Marco Minazzi e Marco Braghero, quest’ultimo collegato da Roma. Un confronto arricchito anche dalla presenza di insegnanti in pensione che, già ai tempi del ministro Luigi Berlinguer, avevano lavorato sui temi dell’inclusione e della disabilità.

A dare il senso più profondo dell’iniziativa sono stati proprio gli studenti. “Questo convegno è stato pensato per includere tutte le persone – ha spiegato Matilde Guazzoni, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti – cerchiamo di portare empatia. Speriamo che questa sensibilità che vogliamo trasmettere vi arrivi. Oggi non ci sarà solo l’aspetto istituzionale, ma anche testimonianze di storie vere”.

Un passaggio che segna il cambio di prospettiva: non solo teoria, ma esperienze concrete, vissuti capaci di incidere sulle coscienze.

Sulla stessa linea il vicepresidente della Consulta, Daniele Granero, che ha ribaltato uno dei luoghi comuni più radicati: “Parlare di disabilità non significa parlare di limiti. Le scuole devono abbattere barriere sociali e culturali. La disabilità viene spesso vista come un mondo a parte, ma l’inclusione non è un favore che facciamo a chi ha difficoltà. Dobbiamo guardare una persona disabile attraverso le sue potenzialità”.

Un messaggio diretto, che richiama il ruolo centrale dell’istituzione scolastica non solo come luogo di formazione, ma come spazio di costruzione sociale.

A portare il punto di vista delle istituzioni è stato il vicesindaco di Sanremo, Fulvio Fellegara, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di rete: “I servizi sociali si occupano delle persone dalla nascita fino alla vecchiaia, e in mezzo ci sono fragilità che prima o poi riguardano tutti. Nessuno è escluso da momenti di difficoltà. Per questo stiamo cercando di fare rete, coinvolgendo chi opera nel volontariato e nell’assistenza”.

Fellegara ha poi evidenziato un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale nel processo di inclusione: il linguaggio. “Tra i modi di fare inclusione c’è anche il modo in cui parliamo della disabilità e con le persone disabili. Usare un linguaggio gentile significa non escludere nessuno”.

Ed è proprio qui che l’iniziativa trova la sua chiave più significativa: l’inclusione come pratica quotidiana, fatta di parole, relazioni e scelte concrete.

La giornata si è così configurata come un laboratorio collettivo, in cui studenti, professionisti e istituzioni hanno condiviso un obiettivo comune: costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere le differenze non come ostacoli, ma come parte integrante del tessuto sociale.

“Per un bene più grande”, dunque, non è soltanto il titolo dell’incontro, ma una direzione. Una responsabilità condivisa che parte dalle scuole, ma riguarda l’intero territorio.

Andrea Musacchio

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