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Attualità | 30 marzo 2026, 21:36

Taggia, tensione sulle concessioni: Cascino “Fermate il bando”, Conio “Non si può sospendere”. Poi la protesta dei balneari: "Traditori”

Il Consiglio boccia la mozione di Progettiamo il Futuro sul bando per le concessioni demaniali: scontro politico su criteri e tempistiche, mentre dagli spalti i balneari protestano contro la maggioranza

Taggia, tensione sulle concessioni: Cascino “Fermate il bando”, Conio “Non si può sospendere”. Poi la protesta dei balneari: "Traditori”

Una seduta lunga, tesa, a tratti durissima. Il Consiglio comunale di questa sera sul tema delle concessioni demaniali si chiude con la bocciatura della mozione presentata dalla gruppo di minoranza Progettiamo il Futuro, ma soprattutto con un clima acceso dentro e fuori l’aula, culminato nella protesta dei balneari presenti. Al termine della votazione, dagli spalti si è levato un coro netto: “Vergogna, vergogna… vi aspettiamo il prossimo anno, traditori”, rivolto alla maggioranza. Un epilogo che fotografa bene il livello dello scontro politico e sociale attorno al tema delle concessioni balneari.

La mozione: “Fermatevi, aspettate il bando nazionale”. A presentare la mozione è stato il consigliere Gabriele Cascino, che ha impostato il proprio intervento su una richiesta chiara: sospendere o revocare il bando per attendere un quadro nazionale più definito.

“Questa mozione non chiede di non fare la gara – ha chiarito – perché sappiamo tutti che va fatta. Ma chiede di fermarsi un attimo, valutare e attendere un bando nazionale che sia più solido sul piano della legittimità”. 

Il cuore della critica riguarda proprio l’impianto del bando: “È un bando concepito male, con criteri che rischiano di non reggere. Il rischio è quello di esporre il Comune a contenziosi e richieste di risarcimento”.

Cascino entra poi nel merito di alcune criticità: “Non è chiaro come si possano comparare offerte con durate diverse della concessione, da 5 a 20 anni. Il Comune avrebbe dovuto scegliere una durata, non lasciarla al proponente”.

E ancora: “Il 55% del punteggio è discrezionale. Questo apre a un eccesso di potere che potrebbe essere impugnato”. Infine, l’appello politico: “Fermatevi un attimo, guardate cosa faranno gli altri Comuni e lo Stato. Non è una sconfitta per nessuno. È una materia complessa, una vera giungla tra norme europee e nazionali”.

La critica politica: “Manca una visione”. A rafforzare la posizione della minoranza è intervenuto anche il consigliere Giuseppe Federico, che ha spostato l’attenzione su un piano più generale.

“Si è arrivati al bando senza una strategia, senza una visione. Prima si dovrebbe decidere che litorale si vuole, quali investimenti si vogliono, e solo dopo costruire il bando”, ha detto. “Il problema non è il bando in sé, ma il fatto che si stia facendo il percorso al contrario”.

Sulla stessa linea anche Fulvia Alberti: “Questa mancanza di visione non nasce oggi. È un tema che ci portiamo dietro da almeno due generazioni”.

La replica del sindaco: “Non è una scelta, siamo obbligati”. La risposta del sindaco Mario Conio è stata articolata e decisa, con un punto fermo: il Comune non ha margini di scelta. “Non è un Consiglio semplice, abbiamo persone che investono da generazioni e oggi si trovano in difficoltà e incertezza”, ha esordito.

Poi la ricostruzione: “Abbiamo provato ad arrivare al 2027 con una revisione del PUD, ma quella delibera è stata impugnata e annullata dal Tar. A quel punto, non avevamo alternative: o avviavamo le gare o rischiavamo il commissariamento”.

Un passaggio chiave: “Il rischio di commissariamento è reale. Se un ente non ottempera a una sentenza, interviene il potere sostitutivo”.

Sul bando: “Abbiamo applicato criteri coerenti con la legge. Parlare di illegittimità non è corretto: è una parola che ha un significato preciso”. E sulla richiesta di sospensione:
“Pensare oggi di sospendere il bando sulla base di ipotesi o suggestioni non è possibile. Sarebbe quella sì una scelta illegittima”.

Il botta e risposta finale. Il confronto tra Cascino e Conio si è acceso ulteriormente nella fase finale. “Il rischio di commissariamento è un ossimoro – ha ribattuto Cascino –. O è previsto dalla legge o da una sentenza. Qui non c’è agli atti”.  E ancora: “L’amministrazione può sospendere in autotutela. Non stiamo parlando di un bando già aggiudicato”. Il consigliere ha poi chiuso con un avvertimento: “Questa stagione è ormai compromessa, ma pensate bene alla prossima. Così rischiate di fare un danno”.

La tensione in aula e la protesta. Durante l’intervento del sindaco non sono mancati mugugni e proteste dai banchi del pubblico, con i balneari presenti che hanno seguito con attenzione tutto il dibattito. La tensione è esplosa al momento della votazione, con la bocciatura della mozione e la reazione immediata dalla sala: “Vergogna, vergogna… vi aspettiamo il prossimo anno (il riferimento è alle elezioni amministrative, ndr), traditori”.

Un tema che resta aperto. Il Consiglio si chiude così, con una linea chiara della maggioranza e una forte contrarietà della minoranza e del comparto balneare. Ma la partita, è evidente, è tutt’altro che chiusa. Il tema delle concessioni resta uno dei più delicati per il futuro del territorio, tra vincoli normativi, interessi economici e tensioni sociali che, questa sera, sono emerse con tutta la loro forza.

Andrea Musacchio

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