Il Festival di Sanremo, la più grande kermesse nazionale che riguarda la musica e lo spettacolo, è sempre più vicino. Negli ultimi anni, in particolare, Sanremo è diventato molto più di un festival della canzone: per qualche giorno, tutta l’Italia si ferma per seguire e partecipare a un vero fenomeno culturale capace di attirare spettatori di tutte le età. Anche di fronte ai social e al costume, la musica resta al centro. E vivere Sanremo, per chi conosce la Musica, è tutta un’altra cosa.
C’è un gusto davvero particolare nell’ascoltare attivamente qualcosa. Chi studia musica impara a pensare con la musica, a capire l’armonia, a sentire il ritmo prima ancora di ciò che si suona. L’Italia è piena di aspiranti musicisti, curiosi e appassionati che sognano di fare carriera nel mondo della musica, ma spesso si sottovaluta quanti sforzi ci vogliano per “sfondare”. Il successo non si conquista soltanto col talento, ma anche con tanta fatica: per questo esistono numerosi percorsi e opportunità per imparare a interpretare la musica o addirittura per diventare dei professionisti del settore.
La tecnologia offre diverse soluzioni alternative agli istituti, soprattutto per chi vuole godere della massima flessibilità per organizzarsi con lo studio o il lavoro. Le lezioni private rappresentano una grande occasione per chi vuole scoprire davvero il mondo della musica, senza dover per forza sottostare alle regole accademiche. Se vi state chiedendo come fare, ecco alcuni suggerimenti utili!
Primo step: stabilire un obiettivo
Uno degli errori più comuni? Cominciare a prendere lezioni senza avere chiaro dove si vuole arrivare. Vuoi suonare per piacere personale o vuoi diventare un musicista in grado di competere a Sanremo? Ogni obiettivo richiede un percorso diverso. La prima domanda da porsi riguarda proprio l’obiettivo che si vuole raggiungere attraverso le lezioni. Non deve essere un piano rigido, ma una direzione chiara che possa aiutare a scegliere metodo e insegnante più adatti alle proprie esigenze.
Se l’obiettivo è capire davvero la musica che si ascolta a Sanremo, per esempio, servirà imparare anche le basi dell'armonia e dell'arrangiamento, il modo in cui si costruisce e si compone una canzone. La scelta dello strumento diventa quindi fondamentale: chitarra e pianoforte sono fra i più gettonati, ma nessuno vieta di approfondire la conoscenza di archi, ottoni o strumenti a fiato. Lo stesso vale per il canto: anche la voce è uno strumento e ha bisogno di molto allenamento per essere usata a dovere (sì, anche se la usiamo ogni giorno per parlare!). Da questa scelta partiranno tutte le decisioni successive.
Cosa sapere su metodo e apprendimento
Purtroppo, quando si pensa alle lezioni, si pensa spesso che siano tutta fatica e niente divertimento. Ma qui non si parla di musica classica (se non è quello che si vuole): la musica leggera richiede un metodo diverso, per questo anche gli insegnanti si adattano di conseguenza. Bisognerà sempre lavorare sulla tecnica, come prima cosa, per imparare le basi e le fondamenta del proprio strumento, ma il bello è che lo si potrà fare attraverso canzoni o brani che ci piacciono, o ancora cercando soluzioni alternative e divertenti.
L’apprendimento è faticoso all’inizio, ma ci sono tantissimi modi per renderlo più piacevole. Del resto, la tecnica non è tutto: è una base fondamentale, ma è lo strumento per dare libero sfogo alle emozioni e alla propria espressività. Un musicista tecnicamente eccelso, ma che non sa improvvisare o interpretare la musica nel suo insieme resta soltanto un buon esecutore. La musica, invece, vive di interazione e dialogo. Non c’è un metodo unico che va bene per tutti: il bello è che ognuno impara con metodi e tempi diversi, senza pressioni. Le lezioni private online aiutano anche perché permettono il confronto con colleghi e altri professionisti, adattando il metodo a chi deve imparare e non viceversa. Chiunque, con il metodo giusto, può arrivare a livelli altissimi.
Infatti, a differenza dei corsi di gruppo o dei tutorial gratuiti su YouTube, un insegnante privato costruisce un percorso su misura, personalizzato su metodo, impegno e possibilità personali. Si tratta di un supporto specifico che può adeguarsi alle necessità di ciascuno studente e che rompe qualsiasi barriera: si possono scegliere insegnanti di diverso tipo, di diverso livello, da qualsiasi parte d’Italia (o altrove).
Ogni settimana di pratica individuale deve costruire su quella precedente. Un metodo flessibile, a maggior ragione in questo caso, può fare la differenza: meglio pianificare mezz'ora al giorno al massimo della concentrazione che perdere ore di studio in ripetizioni meccaniche. La qualità dello studio conta più della quantità. E non bisogna dimenticare che non c’è soltanto lo strumento: l’ascolto, nella musica, è una competenza attiva. Si impara ad ascoltare davvero, a riconoscere gli strumenti, le linee melodiche, a capire gli arrangiamenti e le dinamiche di un brano.
Basta pensare a Sanremo: dietro ogni canzone che arriva sul palco dell'Ariston ci sono mesi di lavoro su arrangiamento, orchestrazione, produzione. Ascoltare quelle canzoni con orecchio critico insegna moltissimo su come funziona la musica professionale; dunque, capire perché certe scelte funzionano e altre no diventa un gioco, ma anche un’abilità fondamentale.
L’importanza della musica d’insieme
Anche se l’apprendimento della musica può sembrare un’attività solitaria, è possibile organizzare sessioni di musica d’insieme con altri studenti, il tutto senza doversi necessariamente muovere da casa, online. La musica è condivisione, è dialogo: una volta apprese le basi, è fondamentale aprirsi agli altri. Un buon insegnante incoraggerà sempre a cercare delle band o delle jam session in zona, imparando anche a rapportarsi con altri musicisti.
Per questo è importante ricordare che non c’è un traguardo da raggiungere. Studiare la musica è qualcosa che continuano a fare anche le star che si vedono in tv, perché c’è sempre spazio per migliorarsi.
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